VANESSA  CARNEVALE

 

intervista la compagnia:

 

TEATRO AL FEMMINILE

 

 

Un repertorio selezionato con cura e interpretato in modo superlativo, quello proposto dalle tre componenti il  gruppo “Sisters”,  rispettivamente la jazz singer VALERIA RINALDI/voce, STEFANIA PATANÈ /voce e SILVIA MANCO/pianoforte, che ci hanno deliziato con una serie di esecuzioni particolarmente  coinvolgenti;  brani storici ha cui hanno saputo ridare vita  con grande verve e ottima professionalità; un gruppo da nicchia che opera nell’universo musicale da qualche anno e che si  distingue per la raffinatezza delle esecuzioni.

Raramente ci s’imbatte in formazioni che lasciano ampio respiro alla personalità dei singoli membri, ma le “Sisters”,  hanno  la rara capacità di amministrare con sapienza ed intelligenza il proprio ruolo di interpreti, valorizzando ulteriormente l’espressività  del gruppo;  tre perle rare assolutamente da non perdere. l’appuntamento con “Sisters” è mensile, per gli amanti del Jazz  vale la pena assistervi, possibilmente  prenotando con comprensivo anticipo.

Un indubbio fiore all’occhiello del Teatro IVELISE  di Roma,   che con questa serata  riconferma il suo costante impegno nel proporre spettacoli suggestivi all’insegna della qualità.

 Giacomo Piccoli

“COSÌ PER CASO” è l’ultima fatica della regista Angelita Puliafito presentata al teatro PortaPortese di Roma, un lavoro che narra le sconcertanti vicende concernenti la persecuzione razziale, dovuta alla follia  hitleriana.

La storia è stata estrapolata dal libro di  Marta Ascoli, deportata x errore dai nazisti,  che scrisse “Auscwitz è di tutti” realizzato come dramma in un atto ed in un'unica scena,  con l’apporto di uno schermo ove si proiettato inquietanti ombre e che fanno rivivere la drammaticità di quei momenti storici.

Un plauso particolare alla brava VALERIA MAFERA, che ha saputo calarsi anima e corpo nel personaggio di Marta Adulta, con una recitazione  intensa ed emotivamente coinvolgente, regalandoci un interpretazione incisiva e gestita con estrema professionalità; merito diviso equamente con la giovane Gloria Luce Chinellato (nella parte  di Marta Giovane) ed Alessandra Vagnoli con Manferdi Gelmetti nel ruolo dei genitori, poco convincente invece Cristiano d’Alterio (soldato delle SS),  probabile scelta affrettata della regia, Basata più sulla “corpulenza dell’individuo” che sulla sua effettiva capacità recitativa.

Giacomo Piccoli

Uno dei crimini più efferati della storia del ‘900 è protagonista assoluto al Teatro Trastevere di Roma.

Uno spettacolo ambizioso, che riesce perfettamente nel suo intento di rappresentare la psicologia del noto criminale Charles Manson, fatto condannare dal pm Vincent Bugliosi come mandante del celeberrimo omicidio Tate/La Bianca.

Da leader della sua celebre “Family”, ad amante dei Beatles, da fascinoso Don Giovanni a hippie sopra le righe: tutto questo era Charles, ed è esattamente questo l’uomo che la strabiliante regia di Emanuele Bilotta riesce a riportare in vita.

Eccezionali gli attori, Alberto Brichetto, David Capoccetti e Ludovica Resta, al talento dei quali è da attribuire il senso di profondissimo pathos e la compartecipazione del pubblico dall’inizio alla fine dello spettacolo, che si dispiega in un climax di tensione crescente e totalizzante.

Ben curata risulta anche la psicologia femminile delle due principali testimoni del processo, alla cui voce viene affidata la narrazione di gran parte dei fatti accaduti.

È inevitabile sul finale, guidati dalle riflessioni di Charles, interrogarsi sulla crisi di valori e sulla violenta tendenza ideologica della società del tempo, complice di crimini ugualmente efferati o, forse, addirittura peggiori di quelli commessi dal nostro protagonista

Vanessa Carnevale

Pubblico incantato dallo spettacolo “a tutto tondo” LE VOCI DI CLARA, proposto alla CAMERA MUSICALE ROMANA ormai con sede stabile in Santa Lucia del Gonfalone- sulla vita e l’opera di Clara Josephine Wieck divenuta poi con il matrimonio Clara Schumann, moglie appunto del compositore Robert Schumann padre del romanticismo; anche lei eccelsa pianista e compositrice con la capacità di imporsi al pubblico più sofisticato, con sue melodiose  composizioni, autrice di un universo di suoni che  ha consacrato “Clara” nell’infinito e atemporale  mondo musicale.

Uno spettacolo tutto al femminile, con la voce incantevole della soprano ELVIRA MARIA IANNUZZI, la cui voce soave rapisce gli animi ed incanta gli uditori, a cui si è aggiunta  l’ incontrastata bravura di GIUSI CATALDO, voce recitante, nelle vesti di Clara accompagnata dalla superlativa ELENA MATTEUCCI al pianoforte, che ha eseguito in modo perfetto musiche della stessa Clara Wieck, di Robert Schumann, e di Johannes Brahms.

Affascinante l’ambientazione della Camera Musicale Romana, che ha in questa occasione proposto una rappresentazione dalla drammaturgia stilisticamente molto ben concepita e dall’indiscusso valore storico e artistico.

Applausi  ovviamente più che meritati.

La ricerca storica dei testi e la selezione dei brani musicali sono stati curati personalmente dalla poliedrica Elvira Maria Iannuzzi.

Giacomo Piccoli

Lunedì 25 novembre, in occasione della Giornata Mondiale contro la violenza sulle Donne, presso la raffinata location del Teatro Hamlet di Roma, ha debuttato Voci del silenzio, scritto e diretto, nonché magistralmente interpretato, dalla bravissima Virginia Risso.

Lo spettacolo si apre al pubblico sotto le spoglie di un Reality Show a tinte fosche, la cui studiata comicità sottende una sofferenza straziante e soffocata.

Le concorrenti sono una serie di donne di tutte le età, le quali, sorridenti e festose, raccontano con dovizia di particolari le circostanze della propria morte: un destino crudele, inflitto loro dall’ignoranza dilagante e dai silenzi omertosi, oltre che dagli uomini.

Virginia Risso, Lorenza Sacchetto e Jessica di Bernardi, con la loro strabiliante performance artistica, portano sulla scena tutta la variegata complessità della psicologia femminile, nelle sue sfaccettature più intime e delicate. I tragici epiloghi narrati appartengono a donne di diversa età, estrazione sociale e grado culturale, accomunate tuttavia da un’unica, terrificante, verità: l’essere divenute carne da macello, vittime inermi di una società che continua a straziare i loro cadaveri con chiacchiere sterili e umilianti.

Lo spettacolo, egregiamente presentato dall’impeccabile Stefano di Giulio, si fa emblema della volgare e grottesca strumentalizzazione che affligge la già tragica realtà dei fatti e denuncia attivamente i luoghi comuni e gli stereotipi di genere che non fanno altro che scavare nel solco di una ferita aperta e sanguinante.

Il disegno delle luci, abilmente curato da Matteo Maria Dragoni,  diviene imprescindibile guida in un percorso di introspezione e riflessione che coinvolge il pubblico dall’inizio alla fine, conducendolo negli oscuri meandri di un tunnel dal quale non vi è altra via d’uscita se non una presa di coscienza collettiva.

 Vanessa Carnevale

SYNESTHESIA

 

Lavoro suddiviso in dodici quadri realizzato all’interno del simpatico e funzionale Teatro PLANET di Roma, questa coreografia firmata da Giuliana Maglia ci regala, fin dal primo quadro, un insieme suggestivo di grande impatto visivo,  la coreografa è ben matura e cosciente dello spazio scenico, sfruttando con capacità e sapienza l’azione corporea e l’espressività per tutta l’intera rappresentazione. Mai uno spazio vuoto, mai un errore, azioni coreutiche ricche di comunicatività  e con un ottima capacità di coinvolgere emotivamente  l’attenzione del pubblico.

Di Giuliana Maglia avevo già recensito un suo precedente lavoro (Fase Rem), in modo positivo, ora con questa sua nuova creazione il giudizio e senza alcun dubbio ancor più lusinghiero.  Brave le danzatrici MAURA ARMENTO   MADALINA BANESCU, LAURA DI BIAGIO, la stessa GIULIANA MAGLIA e ultimo, ma non ultimo, poiché bravissimo: MATTEO GENTILUOMO; lo spettacolo ha inoltre usufruito dell’apporto delle  voci narranti di Vania Castelfranchi e Valentina Greco.

Ottimo il mix di musiche scelte con intelligenza ed estremamente accattivanti, segno di una raggiunta maturità artistica d’insieme.

Applausi a iosa.

Giacomo Piccoli

 


Nell’ambito del Festival di Danza Contemporanea “CORRISPONDENZE” presso lo spazio AGORÀ di Ladispoli sono state presentate due compagnie agli estremi, la prima dal sud Italia (Sicilia) la seconda  dal nord (Piemonte), due coreografie in antitesi per rendere omaggio a Leonardo da Vinci.

 

La prima Compagnia “MEGAKLES” con una coreografia di tutto rispetto, firmata da LAURA ODIERNA e SALVATORE ROMANIA, che ha presentato il lavoro FISIOGNOMICA” gestito con grande impatto visivo e indubbia capacità  di dipingere con la danza come su una tela.

Un lavoro  ove si è voluto privilegiare una drammatizzazione di luci ed ombre in perfetta sincronia con le figurazioni dei danzatori, non puntando solo sugli aspetti “didattici” della pittura leonardesca, ma evolvendo verso un insieme di ottime costruzioni coreutiche, belle da vedere e soprattutto tecnicamente ben eseguite, un insieme piacevole e gestito con grande professionalità. Una  costruzione scenica di ottimo impatto.

La seconda compagnia: EGRI BIANCO DANZA,  del coreografo RAPHAEL BIANCO si  è attenuta ad una rappresentazione per schemi sul tema “LEONARDO DA VINCI Anatomie Spirituali”, in riferimento ai famosi disegni anatomici,  accompagnati dalla  definizione progettuale “ERGO SUM”,  appaiando Leonardo da Vinci a Descartes e sommariamente alla dottrina del “meccanicismo” annunciata in realtà 300 anni dopo da  Pierre-Simon Laplace.

 

Indubbiamente bravi  i danzatori che hanno saputo evidenziare la “spettacolarizzazione scenica” studiata da Raphael Bianco,  ma  stridente e poco consono l’uso del  sintetizzatore musicale, più coerente su altri percorsi che per Leonardo,  proponendo nel  quadro finale una azione scenica estremizzata in una danza  quasi tribale che ha sminuito l’insieme della rappresentazione, ma  soprattutto  incoerente con i principi di  armonia” amati da Leonardo. Una rilettura storica troppo “forzata” e fondamentalmente amputata del   messaggio emblematico, metafisico ed estetico insito nel pensiero del genio toscano.

Giacomo Piccoli

 


Certamente un debutto dall’incredibile valore artistico e umano quello che ha accarezzato il palcoscenico del Teatro Ivelise di Roma, all’ombra del Colosseo, venerdì 8 novembre e che resterà sulle scene fino a domenica 10 novembre.

Lo spettacolo si apre con l’immagine di una protagonista in camicia da notte, spogliata della propria purezza molti anni or sono, schiacciata da un vociare contraddittorio e, a tratti crudele,  frullante nella propria testa, deprivata della facoltà di amare senza soffrire, attratta eppure terrorizzata dalla morte che, nonostante il vano sforzo di riemergere da un abisso di profonda disperazione, rappresenterebbe l’unica prospettiva di pace.

L’eccelsa regia di Olivia Balzar, coadiuvata da Joe Filippi, ha il potere di condurci nei più intimi meandri dell’animo umano, nel bel mezzo di una tragedia personale che si fa presto emblema del tormento emotivo che affligge la società odierna, dilaniata dall’incapacità di discernere l’amore dalla dipendenza, la verità dalla menzogna. Suggestive le videoproiezioni di Jeanne Lara Ferrara, che fanno da cornice alla magistrale interpretazione degli attori: Luisa Paradiso, Joe Filippi, Giò di Colore, Giacomo di Biasio, Aurora Romanato, Sara Reali, Davide Cherubini e Marilena Masetti Zannini.

Lo spettacolo, tratto dal romanzo di Ilaria Palomba, è decisamente ben strutturato e meritevole di lode: evoca infatti, con impietoso realismo, la sofferenza e l’annichilimento che attanagliano la società attuale, dai quali non è possibile riemergere se non trovando il coraggio di immergersi totalmente all’interno del proprio dolore.

 Vanessa Carnevale

La pittoresca location del Teatro Ivelise di Roma, a due passi dall’eternità del Colosseo,  domenica 20 Ottobre ha ospitato la brillante stand up comedy Sex & Detriti – Amori & Altre Sventure, scritto, diretto e interpretato dalla strepitosa Patty Olgiati, regina indiscussa di un umorismo imperlato di sagacia e originalità, nonché del palcoscenico.

 La terza parete viene abbattuta fin dalle primissime battute e il pubblico è attivamente coinvolto in un turbinio di riflessioni e ricordi, delusioni amorose, battute piccanti e simpatiche allusioni.

 Interessanti spunti di riflessione si alternano a sentite risate e meritatissimi applausi per l’intera durata della performance. L’universo maschile viene scandagliato nella molteplicità dei suoi tratti e atteggiamenti, senza peli sulla lingua né inibizioni, con studiata naturalezza e sagace ironia.

 Uno spettacolo dalla genialità semplice e genuina, che ha meritato a pieno titolo la calorosa approvazione di un pubblico a dir poco entusiasta.

  • Vanessa Carnevale

Unione perfetta di due musicisti: GABRIELE PIERANUNZI, violino e MASSIMO GIUSEPPE BIANCHI al pianoforte,  presso la CAMERA MUSICALE ROMANA nella nuova sede di via delle Carceri in Gonfalone; un concerto che ha saputo imprimere una forza  empatica  di raffinato livello su  musiche di R. Schumann,  J. Brahms, N. Paganini,  M.Ravel.

 Serata dedicata  espressamente alle sonorità del celebre violinista genovese NICOLÒ PAGANINI in  una serie di brani proposti in forma “matematicamente corretta” con esecuzioni  equilibrate in suoni  puliti ed estremamente gradevoli, in  una corretta  sincronia tra violino e pianoforte.

 Un bravo particolare al violinista Gabriele Pieranunzi, che pur non avendo il celebre e potente “cannone” (il violino costruito dal liutaio  Giuseppe Guarneri per Nicolò Paganini) ha saputo eseguire un “pizzicato” stupendo sul brano “la Campanella”, un perfetto impasto sonoro fuso con l’espressività timbrica del pianoforte, gestito con grande espressività da Massimo Giuseppe Bianchi (brano che venne trascritto per pianoforte da Franz Liszt).

 I suggestivi spartiti selezionati per questo concerto sono stati suonati con estrema eleganza musicale in esecuzioni attente alla  correttezza stilistica dei compositori, generando input privi di eccessi da accademismo e gestiti esclusivamente all’insegna di piacevoli emozioni sonore, in una sorta di gradevole “dialogo tra amici”.

Giacomo Piccoli

Il Teatro Trastevere di Roma, la cui capacità di soddisfare appieno le aspettative del proprio pubblico ci era già nota, questa volta si è superato: mercoledì 9 Ottobre, alle ore 21:00, ha debuttato SHAKE FOOLS, scritto e diretto egregiamente da Giovanni Maria Buzzatti e Manuela Tempesta, con le strepitose musiche originali di Vincenzo Incenzo, e con il contributo dell’Associazione Equilibra per il Benessere Sociale ONLUS.

Fin dalle primissime scene, il rimando shakespeariano aleggia nell’aria come un’ombra celata, che si fa via via più evidente con l’andare del tempo e delle situazioni. Lo spettatore viene portato a riflettere sulla sottigliezza del confine che separa la cosiddetta “normalità” da quella condizione di “follia” unanimemente riconosciuta: quest’ultima viene rappresentata con crudo realismo, unito a una buona dose di sapiente ironia, nella molteplicità delle forme che può assumere.

Eccezionali gli attori: Giovanni Maria Buzzatti, Mavina Graziani, Giglia Marra, Enrico Franchi, Emanuele Guzzardi, le cui performance sono state in grado di evocare, nell’immaginario dello spettatore, personaggi e fatti che rappresentano il connubio perfetto tra antico e moderno. Le caratteristiche psicologiche degli amatissimi protagonisti delle pagine shakespeariane risultano, infatti, ben mescolate nel calderone della narrazione, il cui dinamismo resta vivo e originale dall’inizio alla fine.

Lo spettacolo, che calcherà il palcoscenico del Teatro Trastevere fino al 13 Ottobre, merita di essere assaporato e  va preso come spunto di riflessione per analizzare la società in cui viviamo, la cui violenza può assumere le forme più svariate e la cui follia non sempre appare chiara come dovrebbe.

Vanessa Carnevale

DISCOVERING“Spettacolo proposto all’interno dell’11 edizione del FESTIVAL CORRRISPONDENZE nello spazio Agorà di Ladispoli –ROMA- per la  Mandala Dance Company.

 

Performaces dedicata  allo sbarco sulla luna, un mosaico  di immagini miscelate in un costrutto formale perfetto, un susseguirsi di   azioni sceniche che grazie, al sapiente impasto fonico-video e alle figurazioni corporee delle tre bravissime danzatrici PAOLA SORRESSA, ELISABETTA CIPRIANI e PAOLA FORESI  ci induce a rileggere la realtà dell’atterraggio lunare nella singolare dimensione  della creatività , regalandoci una varietà di quadri dinamici, dove l’evento storico viene posto in doveroso risalto, in quanto conquista scientifica,  ma che ci induce anche a rileggere il  nostro antico amato satellite per quel valore, che per secoli e secoli abbiamo sempre attribuito ad esso, la sua grande valenza poetica, che diviene evidente in questo concept creato dalla bravissima coreografa e danzatrice Paola Sorressa; un vero inno evocatorio alla dimensione animistica dell’essere umano.

 

La brava Paola ha saputo fondere valenza estetica e conquista scientifica generando una architettura d’insieme in un interessante struttura- spettacolo, ponendo nella giusta evidenza l’armoniosità estetico-corporea della danza, con il  successo tecnologico, generando un gioco coreutico di primissimo livello, dando risalto anche ad un insieme  di singolari e piacevoli immagini ludiche con l’inserimento di flash tratti dai cartoons; scienza-arte e poesia si fondono, nello spettacolo DISCOVERING, in omaggio anche  all’accattivante Paperino, nelle vesti di astronauta. Un "esorcismo evocatorio” in un insieme di quadri coreografici perfettamente rappresentati. Immagini di repertorio, ma anche cerchi di gesso in cui danzare, restituendoci quella dimensione onirico poetica ancestrale, che il mondo moderno ha assoluta necessità di ritrovare, un’insieme che si evidenzia come “un piccolo-grande capolavoro scenico

 

Giacomo Piccoli

 

Primo concerto della stagione, con un’apertura di primissima qualità! nella nuova sede della CAMERA MUSICALE ROMANA, in via delle carceri 3 (Cripta di Santa Lucia del Gonfalone)  dove è stato proposto “Claude Bolling: dal classico al jazz passando per il Barocco”,  autore eclettico singolare e particolarmente raffinato, messo nel dovuto risalto della bravura  dei musicisti esecutori che hanno saputo ulteriormente valorizzare le particolarità  compositive di CLAUDE BOLLING regalandoci un concerto di indubbio spessore e di piacevolissimo ascolto.

 Entusiasmante  LUCREZIA CORTILLI al flauto traverso,  bravissimo RICCARDO COLUCCI  alla batteria, tecnicamente perfetto STEFANO  CORATO al contrabbasso  e superlativo il M° STEFANO CAPONI al pianoforte.

 La nuova sede, incastonata nel cuore dell’antica Roma,  prospiciente la  famosa via Giulia, permette un acustica migliore ed una  visione più spaziale del palco orchestrale; organizzazione perfetta,  dovuta alla bravura e sapienza della soprano ELVIA MARIA IANNUZZI ed al bravo Prof. ALESSANDRO DECADI.

Giacomo Piccoli


Bellissima performance del tenore ANTONIO SIGNORELLO al Columbus Centre   (Toronto, Canada). Diplomato in Clarinetto a Catania, sua città natale, laureato al DAMS a Bologna, dopo aver conseguito anche i diplomi di alto perfezionamento presso l’Accademia Chigiana di Siena e presso l’Accademia Musicale Pescarese, e aver vinto numerosi concorsi nazionali ed internazionali, si avvia giovanissimo a svolgere un’intensa attività concertistica come clarinettista sia in Italia (RAIDUE, Teatro alla Scala – sotto bacchette quali R. Muti, W. Sawallisch) che all’estero (Repubblica Ceca, Germania, Francia) e a registrare i CD Atelier Musicale del XX secolo con l’Ensemble Garbarino e Rare Contemporary Sonatas in duo con la pianista Véronique Garnier. Appassionato fin da giovanissimo alla musica da camera, sinfonica ed operistica, Antonio Signorello inizia la sua formazione musicale diplomandosi in clarinetto presso il Conservatorio Vincenzo Bellini di Catania. Si perfeziona, in seguito, presso diverse prestigiose accademie musicali, e consegue la laurea in musicologia presso l’Università di Bologna e il diploma in canto lirico presso il Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano.

www.antoniosignorello.info

 

 Periscope event: Giacomo Piccoli

Lavoro ben costruito e recitato con una marcata piacevole loquacità; i bravi  ANDREA BRUNO e VALERIA PISTILLO hanno  condotto lo spettacolo esternando una grande  vèrv recitativa, giocando su una drammaturgia  ricca di spunti intellettuali  a cui non sono mancate le numerose invenzioni ironiche.  Un incessante cambio di identità in un gioco esistenziale al limite del massacro una sorta di  Eating sexual Disorder” ove si vive un’infinito spezzettato legame d’insieme senza mai giungere ad un reale dialogo.

Un buon testo che ci regala una serie di simpatici fotogrammi  di una coppia  scoppiata, ma ineluttabilmente unita dall’idea ossessiva  del sesso e della morte, l’amore fa pure capolino tra una scena e l’altra, ma senza mai essere realmente vissuto;  lavoro fondamentalmente maturo, scritto bene  e ottimamente recitato dallo stesso Andrea Bruno e dalla bravissima  Valeria Pistillo per la rassegna di R-Estate con noi al teatro l’Aura di Roma. Applausi meritati.

Giacomo Piccoli

Caterina e Francesco – Due Straordinari italiani, performance teatrale gestita dall’attore  GIUSEPPE NITTI nei panni di un giovane S.francesco d’Assisi  e dall’attrice CLARA GALANTE in quelli di S. Caterina da Siena, un ottima rappresentazione proposta con una recitazione non solo  precisa e  convincente  - da manuale- ma oltremodo intensa e ispirata; i due bravi attori hanno saputo trasmettere momenti contrassegnati  da una  perfetta  empatia con il pubblico, entrambi bravi entrambi superlativi.  Per inciso andrebbe detto che il personaggio di S. francesco  è  sostanzialmente più fluido, poiché  già largamente acquisito dalla cultura popolare,  mentre il personaggio di S. Caterina appare senza dubbio più difficile, poiché storicamente meno stratificato dalla memoria generale, essendo  paradossalmente più “raffinato” rispetto a l’umile S. Francesco d’Assisi,  pertanto personaggio più difficile da proporre, ma la superlativa bravura di  Clara Galante ha saputo trasmettere  non solo la giusta intensità emotiva  ma anche un grande input spirituale in un profondo messaggio intellettuale.

La regia  e  stata curata da ELISABETTA BERNARDINI,  le ricerche storiche a cura di Fra ANGELO DI MARCO, frate del convento domenicano. Ottimi gli interventi delle soprano PAMELA LUCCIARINI accompagnata al pianoforte dal M° MASSIMILIANO FARACI.  Nelle vesti di Suor Letizia TIZIANA CORESE  coadiuvata dalla voce fuori campo di EMIDIO LA VELLA nel ruolo vocale di papa Pacelli. La vicenda rappresentata è nota: nel giugno 1939 Papa Pio XII proclamava Santa Caterina da Siena e San Francesco d’Assisi Patroni d’Italia.

La rappresentazione si è svolta presso l’antica Biblioteca del Palazzo dei domenicani (fino ad oggi mai aperta al pubblico), nel Convento di S. Maria Sopra Minerva, l’evento ha goduto del patrocinio del Senato della Repubblica, in collaborazione con l’Ass. Arca Petrina ONLUS l’Ass. SS. Pietro e Paolo e la Casa della Romanità, evento sponsorizzato dalla Società Ramazzotti.

La presentazione è stata  curata da LUCA VERDONE.

Giacomo Piccoli

Con un entusiasmante   bagno di applausi si è  concluso il ciclo degli appuntamenti concertistici  alla CAMERA MUSICALE ROMANA,  con un titolo quanto mai emblematico  “Ascoltare il Cinema” in una serata magica che ha visto, indiscusso protagonista,  il geniale ed eclettico  ALESSANDRO PANATTERI nelle  vesti non solo di superlativo pianista ma anche di empatico direttore-conduttore che con grande professionismo ha saputo rievocare gli  attimi indimenticabili del cinema mondiale attraverso l‘esecuzione di colonne sonore che appartengono ormai al serbatoio dell’inconscio collettivo e che hanno inevitabilmente contribuito a formare l’universo onirico di ogni spettatore; non solo un percorso culturale delle musiche da film  ma un vero risveglio delle emozioni sulle note di film quali: Lezioni di piano, Babel, Il postino, Sostiene Pereira, La voce della luna, The Hours - Morning Passages, Nuovo cinema Paradiso, Psycho, La leggenda del pianista sull’oceano, Schindler’s List, E.T. l'extra-terrestre, Vertigo, Metti una sera a cena, Otto e mezzo e Profondo Rosso.

Ottimo l’apporto vocale introduttivo delle letture gestite da PAOLO VANACORE; perfette le musiciste VALENTINA DEL RE   al violino e SONIA ROMANO  al violoncello, co-protagoniste di questa serata indimenticabile, assieme al soprano MARINA DE SANCTIS, stupenda nell’eseguire alcuni brani  di Ennio Morricone, elettrizzando ulteriormente il pubblico, tripudio di applausi meritatissimo per tutti.

Giacomo Piccoli

Domenica 9 giugno, presso il TEATROSOPHIA, a due passi da Piazza Navona, ha debuttato MILF-Mamma Insegnami La Felicità, scritto e magistralmente interpretato da Natalia Magni, per l’eccezionale regia di Monica Faggiani. Un monologo che si costituisce, fin dai primissimi istanti, come un capolavoro di tragicomico realismo e genuinità. La strepitosa protagonista intratterrà il pubblico e dialogherà con esso per l’intera durata dello spettacolo, catturandone l’attenzione dall’inizio alla fine, per trascinarlo nei meandri della propria interiorità di donna e madre, dilaniata dall’eterno conflitto tra l’appagante desiderio di ammirazione e le convenzioni che la società sembra volerle imporre ad ogni costo. L’indiscussa arte dell’unica regina del palcoscenico non rende percettibile il divario tra realtà e finzione, ragion per cui la partecipazione dello spettatore alle vicende della donna diviene piena e totalizzante e, anche grazie al suggestivo connubio tra suoni e luci, l’emotività collettiva e il battuto dei cuori si sincronizzano sul finale in un unico e tormentato interrogativo, dal quale non vi è alcuna possibilità di scampo.

 

Vanessa Carnevale

 



presentato il concerto Idillio e parodia” in occasione del 200mo anniversario della nascita di Jacques (Jacob) Offenbach, autore (in realtà tedesco ma naturalizzato francese) considerato giustamente il padre dell’operetta.

Concerto “spettacolo” presentato dalla CAMERA MUSICALE ROMANA di Via del Vaccaro 9 in Roma; che  per la direzione di questo importantissimo evento ha ospitato il M° ALESSANDRO D’AGOSTINI, meritati e prolungatissimi gli applausi che hanno dimostrato non solo la perenne attualità di Offenbach, ma soprattutto l’ottima capacità  dell’ ensemble vocale Il Gioco delle Parti” nel gestire con tocco magico l’intera rappresentazione.

Operazione coreograficamente ben costruita, curata dallo stesso Alessandro d’Agostini (al pianoforte) che definirlo superlativo è il minimo degli attributi possibili! egli ha saputo fondere il gioco, la  poesia, il suono ed il canto generando un perfetto tessuto rappresentativo.

Grande musicalità e recitazione del soprano  MARCELLA ORSATTI TALAMANCA  che con ottima comunicatività ha letteralmente incantato il pubblico grazie alla sua  flessuosa capacità interpretativa unita ad una vocalità pulita e ricca di sfumature.

Atto dovuto al grande J. Offenbach, ricordando giustamente che si deve a questo grande musicista  lo sviluppo di un importante ramo musicale che si pose nel secolo successivo, quale modello archetipale atto a determinare la nascita del moderno musical.

 Giacomo Piccoli


Un concerto all’altezza delle aspettative, con  ottime esecuzioni di brani selezionati perfettamente eseguiti,  Non solo alto professionismo tecnico dei due musicisti, ma  soprattutto espressività artistica sensibile,  dove la spazialità  musicale ha trovato adeguato riscontro nella scelta intelligente di brani particolarmente suggestivi, che  con perfetta sincronia ed in un superlativo trait d’union tra due artisti estremamente affiatati: Il mago dei saxsofoniSALVATORE CUTRÒ, laureato presso l’Istituto di Alta Formazione Culturale di Messina, che vanta collaborazioni in diverse formazioni cameristiche come l’Orchestra del Teatro “San Carlo di Napoli”, attualmente docente di sassofono presso il Liceo Musicale E. Majorana di Agrigento, ed il bravissimo pianista M°MICHELE CAMPO, già enfant prodige (ha iniziato a suonare all’età di 5 anni ed è arrivando  alla laurea con la tesi “Il tocco pianistico fra storia e scienza”; due siciliani di primordine che hanno saputo generare un concerto di grande impatto, permettendoci di apprezzare ulteriormente i brani dei compositori E. Bozza, D. Milhaud, P. Iturralde, A. Marcello, N. Ortolano, A. Piazzolla

Evento ricco di emozioni quindi, promosso dalla CAMERA MUSICALE ROMANA diretta da Elvira Maria Iannuzzi, che come sempre presenta artisti selezionati di primissimo livello, donandoci serate di piacevolissime percezioni uditive.

Giacomo Piccoli

Firenze - Debutto in prima nazionale al Teatro di Cestello per il musical “L’Ascensore - un thriller sentimentale”, successo internazionale proveniente dalla Spagna, nella sua prima versione italiana.

Venerdì 26 aprile i riflettori dello storico teatro di San Frediano, si accenderanno sull’ultimo prestigioso appuntamento del MINDIE, il primo festival del teatro musicale indipendente in Italia

In scena 3 big del teatro musicale italiano: Danilo Brugia, Luca Giacomelli Ferrarini e la fiorentina Elena Mancuso. 

Dietro le quinte un team creativo di giovani professionisti tutti under 35, a cominciare dal regista Matteo Borghi e dal produttore Giuseppe Di Falco laureato il Pro.Ge.A.S. dell’Universita degli Studi di Firenze

Con soli 3 protagonisti e un pianoforte, in un continuo alternarsi di suspense, romanticismo e colpi di scena, sarà il pubblico a riordinare i pezzi di un confuso puzzle e a capire quale ruolo sta giocando ogni personaggio nella partita a carte contro il destino. 

Vincitore del premio miglior musical off 2017 agli Oscar dei Musical in Spagna, “L’Ascensore - un thriller sentimentale” è scritto e musicato da Josè Masegosa, prodotto da Giuseppe Di Falco per “i perFORMErs - produzioni artistiche” in collaborazione con Altrove Teatro, sarà diretto da Matteo Borghi con la direzione musicale di Eleonora Beddini, le traduzioni delle liriche di Nino Pratticò e i movimenti coreografici di Luca Peluso.

Info e prenotazioni: tel. 055 294609 - prenotazioni@teatrocestello.it Prevendita online: ticketone.it

 Ufficio Stampa: ELENA FRIGERIO


In occasione della Domenica delle Palme, presso la CAMERA MUSICALE ROMANA è stato proposto un piacevolissimo concerto dedicato allo STABAT MATER di G. B. Pergolesi e a due brani molto particolari di G. Rossini.

Nella prima parte sono state eseguite  la SONATA  II in La maggiore e la Sonata III in Do minore, due preziosità scritte dall’enfant prodige Giovacchino ROSSINI all’età di dodici anni per la ricca famiglia Triossi, due stupendi capolavori che hanno fatto da preludio allo STABAT MATER di Giovanni Battista PERGOLESI; capolavoro assoluto che ispirò persino il grande Johann Sebastian Bach  per la cantata Tilge, Höchster, meine Sünden!

 Ottime le esecuzioni musicali della  LuogoArte Ensemble, orchestra da camera formata da FLAVIA DI TOMMASO e VINCENZO TEDESCO al Violino, CECILIA IACOMINI Viola e Violino, LIVIA DE ROMANIS Violoncello, MAYRA STELA DUNIN PEDROSA Contrabbasso e MARILENA SEMINARA al Clavicembalo.

Perfetto apporto vocale della soprano TIZIANA GUAGLIANONE  e della mezzasoprano  PAOLA CACCIATORI, precise negli acuti, sublimi  nei passaggi di registro,con un affascinante portamento scenico in un’interpretazione intensa che ha conferito plasticità all’esecuzione di un stupendo Stabat Mater.

La conclusione di questa coinvolgente serata è stata contrassegnata da numerosi e ripetuti applausi.

Giacomo Piccoli 

La suggestiva location del TEATRO IVELISE di Roma, all’ombra del Colosseo, ha ospitato in data 11 aprile, per la seconda volta, l’eccezionale performance di Elisabetta Sbrolla, coadiuvata dagli eccelsi artisti: Simone Di Cataldi (pianoforte), Alessio Brugiotti (batteria), Valerio Prigiotti (tromba) e dalle bravissime coriste Maria Giovanna Sbrolla, Chiara Dragone e Valentina Giulio.

Con la sua voce, nel contempo delicata e suadente, e la sua simpatia, la cantautrice riesce immediatamente a catturare e incantare il pubblico. Le parole dei suoi testi, sapientemente scelte e adagiate su melodie dai ritmi travolgenti, fanno vibrare gli animi e accendono le coscienze, accompagnando gli spettatori in un viaggio alla riscoperta di se stessi e dell’Amore Universale. Dentro ogni persona si cela un’energia creatrice che però, troppo spesso, resta imbrigliata nei rigidi schemi del vivere quotidiano, perdendo così la propria unicità. Emblematica è la metafora contenuta nel pezzo intitolato Muri d’Acqua: gli esseri umani sono assimilati a tanti piccoli fiumiciattoli che tentano spasmodicamente di raggiungere il mare, ma che, loro malgrado, sono continuamente deviati da falsi miti e ostacolati dal materialismo. È solo osservando questi muri d’acqua, con onestà e misericordia, ci dice Elisabetta, che si può trovare la completezza, l’Amore autentico e totalizzante che non pretende né giudica, semplicemente ama.

La presa di coscienza è il primo passo per poter chiedere Scusa, parola alla quale la cantautrice attribuisce una potenza intrinseca infinita: il termine si erge, nell’omonimo pezzo, a preghiera per imparare ad amare davvero e diviene veicolo di salvezza per se stessi e per il mondo.

Una volta che abbiamo riportato a galla una libertà tanto a lungo perduta, siamo chiamati a Ricostruire,a renderci missionari e fautori del benessere per noi e per il prossimo: è così che Elisabetta Sbrolla introduce, sul finire del concerto, un tema tanto delicato quanto emozionante, del quale parla con il cuore di chi crede e l’esperienza di chi ha fatto. Con il suo pezzo, dal titolo Corri Mosé, ci conduce in una terra devastata da conflitti e guerriglie, che non risparmia nessuno, neppure i bambini: di fronte a una sofferenza tale, l’artista ci invita a rafforzare e risvegliare quella vocazione che è innata in tutti gli esseri umani, ovvero la voglia di vivere e  di far vivere, la gioia di tendere la mano al prossimo e di convivere con quell’immensa ricchezza che è il diverso.

Vanessa Carnevale

Non solo canzoni della tradizione ma atmosfere suggestive nello spettacolo messo in scena al Teatro L’Aura di Roma (Via Pietro Blaserna 37) per lo spettacolo CONOSCI NAPOLI, un ottima  stesura narrativa dovuta alla poliedrica ROSSELLA SERRATO che ha creato una drammaturgia fruibile ed accattivante, riuscendo a cogliere gli aspetti più significativi dell’animo popolare, in simbiosi con l’affascinante e brava LAURA MONACO, attrice, cantante interprete di antiche canzoni sapientemente gestite, interpretate con superlativa  bravura accademica, grande sensibilità ed ironia.

 

Ottima la scelta delle canzoni accompagnate da citazioni poetiche e simpatici aneddoti; due PERLE RARE da palcoscenico Laura e Rossella, che hanno saputo intrattenere il pubblico con il calore tipico dell’anima partenopea, interpreti di quella filosofia di vita che ci fa sorridere ma anche pensare e amare ancor di più Napoli, città che ha la “cultura nel cuore” forgia di grandi pittori e scultori (basta pensare al favoloso ‘800 napoletano), città con più teatri in assoluto e che vanta il maestoso Teatro lirico S. Carlo, il più antico del mondo, città che ha dato i natali non solo a grandi attori e drammaturghi, ma che ha prodotto e continua a generare immortali, famosissime canzoni.

 

A completare l’insieme l’ottima pianista MIHEE KIM e il superlativo M° TOMMASO MONACO dal coinvolgente timbro vocale tenorile; uno spettacolo senza alcun dubbio da riproporre.

 

Giacomo Piccoli

 


Un lavoro tutto sommato ben costruito, con  pochi elementi scenografici ma simbolicamente incisivi che fanno da sfondo ad una vicenda tragicomica dove, un potere governativo inossidabile perennemente affetto da paranoica auto gratificazione si ritrova in crisi davanti ad un popolo insoddisfatto e indisciplinato che simbolicamente protesta votando in massa scheda bianca.

Trasposizione teatrale  ed adattamento del “Saggio sulla lucidità” di José Saramago curata da Alessandra Silipo, dove si è cercato di rispettare il particolare stile sarcastico e surreale del grande autore portoghese. Operazione difficile ma fondamentalmente ben riuscita, ottimamente trasposta in una drammaturgia tesa a valorizzare la dinamicità dialettica e motoria dei componenti la compagnia, cioè gli attori: Alessandro Calamunci Manitta / Stefano Flamia / Valerio Giordano / Emanuele Guzzardi /  Susanna Lauletta /  Eleonora Setzu / Alessandra Silipo /  Nour Zarafi  e Lucrezia Zibelli, per la  regia di: SilipoLauletta.

Critica graffiante al potere costituito, che come al solito si avvale dei mezzi repressivi consoni ad ogni qualsivoglia dittatura, anche se mascherata da democrazia parlamentare e che vuole  essere un indubbio momento di riflessione generale.

Geniale, da parte della regia, la figura infantile, simbolica e dissacrante del Capo dello Stato.

Giacomo Piccoli

Sabato 30 marzo, presso il Teatro Due di Roma, ha debuttato la commedia (quasi) tutta al femminile intitolata “IL TERZO OSPITE”, un piccolo capolavoro in rosa, scritto e diretto dall’eccelsa Gaia Contraffatto (coadiuvata nella regia da Chiara Biancardi), la quale ha anche calcato il palcoscenico, regalando al pubblico un’interpretazione a dir poco magistrale.

Dinamismo, comicità e spensieratezza, conditi con una buona dose di simpatici e, a tratti, piccanti battibecchi tra amiche,sono tra gli ingredienti fondamentali di quella che dovrebbe essere una rilassante vacanza tra ragazze, ma si rivela teatro di inaspettate avventure e incredibili rivelazioni.

 Bravi gli attori Virginia Risso e Matteo Maria Dragoni, naturali nell’interpretazione, i quali colorano con il proprio talento scene mai scontate. Il finale, che sopraggiunge troppo presto e si presta a molteplici interpretazioni, lascia il pubblico, profondamente divertito, con curiosità e aspettative ancora da soddisfare.

 Vanessa Carnevale


Piccolo ma prezioso lo spazio del teatro IVELISE di Roma che ama offrirci  spettacoli emblematici e suggestivi, come nel caso del lavoro “LORO SONO MIE, E IO SONO M…” scritto ed interpretato da ALESSANDRA VAGNOLI per la regia di ANGELITA PULIAFITO; ottima la stesura musicale curata da MARCO OLIVIERI  e gli interventi vocali dell’attore ALBERTO BOGNANNI, un lavoro sostanzialmente ben costruito, lineare, piacevole, dove in fondo si vuole affermare  il principio del proprio irrinunciabile concetto di libertà;  non privo di piccole ma significative discrepanze su cui sarebbe troppo noioso dilungarsi, in fondo il lungo soliloquio della protagonista è sufficiente ad soddisfare i dubbi sulle presunte metamorfosi mentali che oscillano tra la propria femminilità ed il presupposto mentale di un maschio alfa ( il capo branco) che pretende L’acquisizione come atto perentorio di proprietà..loro sono mie…e che porta a l’inevitabile conseguenza di un epilogo tragico di un pianto come catarsi finale.

Emblematico perché si conclude con lo s-velamento del manichino di scena, vestito inizialmente di abito nuziale, che nascondeva la “corporalità oggettiva” avvolta in un velo sottostante; il teatro e la filosofia si innestano in un insieme teso a rappresentare  la verità, togliere il velo sarebbe quindi  rivelazione.. ma nel suspu modu, ti dico la verità solo quando metto il velo alle parole almeno per i Dori e gli Achei; ma da qui in poi l’amore sarebbe solo un gratta e vinci.

Giacomo Piccoli

Sabato 16 e domenica 17 marzo, il delizioso TEATRO IVELISE di Roma, un piccolo gioiello d’altri tempi, ubicato nei pressi del Colosseo, ha aperto le porte alla più nota tra le opere del grande Manlio Santanelli: “Uscita di Emergenza”.

Davide Fasano e Valerio Villa, sin dai primissimi attimi della rappresentazione, si muovono con una naturalezza che sottintende un talento indiscusso su un palcoscenico che, sia pure per la congegnale struttura del teatro, sembra  abbracciare il pubblico, rendendolo al tempo stesso appassionato spettatore e giudice impietoso delle vicende.

Stupefacente la ricercata assurdità delle continue dispute tra i due protagonisti, sempre pronti ad arrovellarsi in ragionamenti astrusi e deliranti. Battibecchi inconsistenti e dispetti infantili, volti a scatenare l’irosa reazione del compagno, a cui fa seguito una spasmodica e insana voglia di tenere l’altro con sé a ogni costo, costituiscono la quotidianità di Cirillo, un ex suggeritore di teatro, lasciato dalla moglie e caduto in miseria, e il sagrestano soprannominato Pace e Bene, terrorizzato all’idea di rimettere piede in quella Chiesa che ha macchiato con una colpa inconfessabile e pesante più di qualsiasi macigno.

L’intera opera sa mescolare drammaticità e comicità in un connubio vincente e gli attori, sotto lo sguardo vigile di un pubblico tanto incuriosito quanto appassionato, si destreggiano tra litigi e incomprensioni, confessioni e lacrime, per avventurarsi nei meandri di un filale tutt’altro che scontato.

“Uscita di Emergenza” è uno spettacolo  unico nel suo genere, un capolavoro vagamente nonsense, che riecheggia ombre Beckettiane e che porta alla luce l’alienazione dell’uomo contemporaneo, la solitudine e l’impossibilità di qualsiasi forma di comunicazione.

 Vanessa Carnevale

Messa in scena stupendamente e con  sapiente ironia, come si conviene  per rendere omaggio all’opera teatrale scritta da  Apollinaire,  dalla compagnia HANGAR DUCHAMP  è stata proposta la commedia “Le mammelle di Tiresia" presso il TEATRO TRASTEVERE di Via Jacopa de' Settesoli, 3, in Roma.

 

Bravissimi gli attori SIMONA MAZZANTI / FLAVIO FAVALE / EDOARDO LA ROSA  / VANIA LAI / GIORGIA COPPI / WALTER MONTEVIDONI ottima la regia di Andrea Martella e la scelta scenografica curata dall’artista Valerio Giacone (proposto dalla galleria d’arte FABER), simpatico  ed accattivante aver riattualizzato l’opera con  l’introduzione di canzoni moderne,  in chiave di rapido restauro (la commedia fu rappresentata per la prima volta nel 1917), scelta curata da Attila Mona.

 

La compagnia  hangar duchamp ha saputo rendere ottimamente lo spirito “irriverente”  del testo  di Guillaume Apollinaire con una recitazione piena di brio e vezzi  recitativi ricchi di umor,  proponendo altresì  buonissime  invenzioni sceniche.

 

Le mammelle di Tiresia" viene indicato come l’atto iniziale del Surrealismo, ma e anche un implicito omaggio a F.T.Marinetti, il primo a proporre il  paroliberismo e che in quell’epoca  la rivoluzione degli schemi classici prendeva spunto proprio dal Futurismo, ammiccando ad autori irriverenti come Pitigrilli (Dino Segre), Enrique Jardiel Poncela dallo stesso Marinetti e da quanto proposto dagli autori loro contemporanei; la rivoluzione del linguaggio artistico  si nutriva di tante diversificate origini.

 

Giacomo Piccoli

 

Serata particolarmente accattivante, dove due  grandi protagonisti John Hackett al  flauto e Marco Lo Muscio al pianoforte  hanno eseguito squisitamente  le musiche di C. W. Gluck,  G. P. Telemann,  J. S. Bach, G. Ligeti, C. Debussy, J Hackett, S, Hackett, Genesis  King Crimson e dello stesso Marco Lo Muscio; una supremazia di suoni che  ha avvolto magicamente la Sala della Immacolata in Roma, dove Il suono del rock progressivo dei Genesis si è amalgamato ottimamente con il fluido sonoro del repertorio classico, generando un unicum musicale di grande interesse, un vero fiore all’occhiello per la CAMERA MUSICALE ROMANA che non dimenticheremo per lungo tempo.

 

Dei due musicisti è doveroso ricordare che JOHN HACKETT è famoso per la qualità esecutiva del suo flauto, essendo egli uno dei pochi al mondo a suonare il  flauto verticale,  il suo apporto professionale vanta la collaborazione attiva con Ian McDonald (King Crimson) e Ian Anderson (Jethro Tull); flautista, chitarrista, cantante e compositore, John ha lavorato spesso con suo fratello Steve Hackett, chitarrista dei Genesis.

 

MARCO LO MUSCIO, organista, pianista e compositore vanta  al suo attivo collaborazioni con Kevin Bowyer, David Jackson, David Cross, John e Steve Hackett (Genesis). Le sue composizioni sono state eseguite in tutto il mondo ricevendo commissioni da l’università di Harvard ed altri importantissimi organismi internazionali.

 

Ottima l’organizzazione della Camera Musicale Romana, con suggestivi interventi poetico letterari della direttrice (e organizzatrice) Elvira Maria Iannuzzi.

 

 Giacomo Piccoli

 


Giovedì 21 febbraio, presso il TEATRO L’AURA, ha esordito OSCAR, per la regia di Sebastiano Bazzichi, che calcherà il palcoscenico fino a domenica 24 febbraio.

Una commedia che getta una luce amara sul dramma della separazione di una coppia e sulla conseguente lotta di prevaricazione che vede coinvolti i due, ormai ex, conviventi.

Ripicche, futili battibecchi e patetici infantilismi rappresentano l’unica forma di comunicazione tra i diversissimi protagonisti: lui, un grafico dal fare pigro e, a tratti, immaturo; lei, un’irrequieta donna in carriera, dai modi decisi e talvolta autoritari.

A fare da pomo della discordia, suo malgrado, è Oscar, il cane che entrambi affermano di amare a tal punto da essere disposti a fare qualunque cosa pur di non lasciarlo nelle mani dell’altro.

L’intera vicenda si tramuta in una spasmodica, nonché cieca, corsa alla ricerca della casa perfetta per ospitare l’amico peloso, che nel frattempo viene sballottato da un posto all’altro quasi fosse un trofeo da occultare al nemico.

Bravi gli attori, i quali sono stati in grado di ricostruire, in quel microcosmo che è lo spettacolo, lo schema di una società corrotta da uno sterile materialismo e dalla più vana bramosia di prevaricazione.   

E infine anche Oscar, che rappresentava quanto di buono fosse rimasto di una relazione ormai devastata, resta schiacciato sotto il peso di lacrime ipocrite e false amicizie.

Vanessa Carnevale

Il TEATRO TRASTEVERE (di via Jacopa de’ Settesoli in Roma) ci ha abituato a un ventaglio di opere sempre di particolare qualità, certo questo non è sempre possibile, ma mi piace ricordarlo.

Partendo dal principio che uno spettacolo deve “intrattenere” il pubblico, farlo ridere, piangere oppure riflettere e di conseguenza la necessità di trovare i presupposti per vivere un’ora di buon teatro.

Questo lavoro dal titolo PERLEI non riscuote particolari consensi, non perché i due attori non siano all’altezza, anzi sono più che bravi,  purtroppo è il testo che presenta molti “buchi” perdendo spesso di consistenza dinamica, che è elemento essenziale di un buona drammaturgia.

La vicenda propone un lento soliloquio dell’attrice, il suo essere figlia di N.N. abbandonata in istituto e quindi adottata da una nuova coppia, un presupposto matrimonio e il suo mondo interiore, rappresentato da un peluche animato ALTER EGO, genera nell’insieme una storia garbata, mai grossolana, che però appare come  un  “piatto”  privo di sapidità,  il cui unico sapore è una salsa  composta da vacuità  esistenziale; una vicenda  mista tra gioco interiore e dérapage circostanziali, in un circuito chiuso dove tutto si svolge e nulla sostanzialmente avviene, ciò che rimane è solo la memoria delle proprie personali angosce.

Scenografia piacevolmente essenziale, buone le luci.. Gli attori vanno ovviamente citati: CRISTEL CHECCA e ALESSANDRO BELESTRIERI (nei panni del peluche), Cristel Checca firma anche la regia e la drammaturgia.

Alla fine Qualche lacrima si versa, ma è per il testo.

 Giacomo Piccoli







VETROFANIE

La cultura in vetrina su: www.arcolaio.biz

VETROFANIE, La cultura in vetrina. L’arte, la cultura ha bisogno di luoghi in cui esprimersi, poiché nulla esiste senza lo “spazio”, più si amplia la coscienza, più si estende la conoscenza, cioè più si diviene culturalmente coscienti, maggiore sarà la nostra crescita.

 

L’Arcolaio  propone proprio questo, spazio libero alla cultura, vetrina accessibile all’arte.


Una serata ricca di atmosfera affascinante e suggestiva,  dedicata al  suono caldo e avvolgente della viola quella proposta dalla CAMERA MUSICALE ROMANA merito della maestria di due esecutori raffinatissimi, il Maestro MONALDO BRACONI al pianoforte  e la superlativa violista  DOMENICA PUGLIESE che hanno suonato con grande correttezza di stile; regalando attimi di estrema comunicatività  timbrica attraverso le esecuzioni di brani di M. Glinka, R. Schumann, S. Braconi, A. Khachaturjan, S. Rachmaninov, S. Prokofiev, eseguiti con la massima professionalità e che ha messo il luce le varie particolarità compositive; riuscendo altresì a trasmettere il patos poetico  di brani, che ben si legano con la spiritualità della Sala dell’Immacolata.

 

Un piccolo capolavoro esecutivo dovuto al pianoforte di MONALDO BRACONI, grande e apprezzato musicista, ed al  particolare fascino della viola, che ha trasmesso al  pubblico  dimensioni sonore coinvolgenti, vere  “Perle esecutive“  di grande coinvolgimento sonoro.

 

Appare scontato dire che la viola difficilmente ha assunto ruoli di primo piano, rispetto alla consacrata nitidezza del violino, soggetta per sua natura al registro medio di un suono più profondo, più pacato, dall’espressività animistica più toccante, ma la maestria Domenica Pugliese e del Maestro Braconi ha generato una serata pregna di pura plasticità timbrica, grazie ad una pacatezza strutturale e tonale, ricca di un  suono magico, squisitamente metafisico.

 

 Giacomo Piccoli

 

Ossesso” opera teatrale vincitore del Concorso #inplatea 2018,
presentata al TEATRO TRASTEVERE (via Jacopa De Settesoli, 3 Roma) per un ulteriore voto della platea.

 

Una  giovane coppia pervasa da un dialogo non–dialogo, una relazione fragile e ordinaria, persa in un gioco comportamentale, dove emerge una disarticolata distanza emotiva soggetta alle conseguenti incrinature della banalità quotidiana.

Un amore che non diviene mai tale se non nella meccanica corporea,  contrassegnato dallo scorrere del tempo; un emblematico calendario che  consuma i propri giorni, fino alla disgregazione finale,  vuoi per  tradimento o più semplicemente per di-sincronia  di attese affettive.  Un insieme  di parole che non esplicano e che, nella consuetudine ordinaria, assumono valore distruttivo. che è spesso lo Status Quo dei comuni rapporti di coppia.

 Bravi gli attori Lorenzo Scalzo e Margherita Carducci  che hanno cercato di dare anima e corpo ad un lavoro non particolarmente brillante,  drammaturgia  firmata da Federico Maria Giansanti, che ha curato anche la regia, un’operazione teatrale misurata e semanticamente corretta, ma che risulta poco coinvolgente, l’insieme scorre lento, sottotono, fondamentalmente opacizzato

Giacomo Piccoli

 


 


Una serata suggestiva quella proposta dalla CAMERA MUSICALE ROMANA  in un insieme di canto, musica e  aneddoti sulla vita e l’opera del grande Giacomo Puccini; protagonisti di questo particolare evento (dedicato ai 160 dalla nascita del compositore toscano) sono stati il pianista ALESSANDRO D’AGOSTINI in un insieme di preziose esecuzioni coadiuvate dalle accattivanti letture dell’attore ENRICO OTTAVIANO, in contrappunto alla superlativa voce del soprano ELVIRA MARIA IANNUZZI, un insieme di brani selezionati con cura ed intelligenza che hanno generato un concerto misurato e garbato offrendo attimi di genuina emozione. La Iannuzzi ha confermato le sue superlative qualità canore espresse con particolare input interpretativo, un valore aggiunto alla rappresentazione, grazie ad una voce pulitissima, incisiva, suadente, ricca di sfumature coloristiche; un alto livello esecutivo, raffinato ed emotivamente coinvolgente, una voce che ci ha fatto amare ancor di più le creazioni del grande Puccini, considerato tra i maggiori operisti della storia musicale mondiale. Una serata all’occhiello delle Camera Musicale Romana che conferma la linea di qualità culturale costantemente offerta.

 

Giacomo Piccoli