Bellissima performance del tenore ANTONIO SIGNORELLO al Columbus Centre   (Toronto, Canada). Diplomato in Clarinetto a Catania, sua città natale, laureato al DAMS a Bologna, dopo aver conseguito anche i diplomi di alto perfezionamento presso l’Accademia Chigiana di Siena e presso l’Accademia Musicale Pescarese, e aver vinto numerosi concorsi nazionali ed internazionali, si avvia giovanissimo a svolgere un’intensa attività concertistica come clarinettista sia in Italia (RAIDUE, Teatro alla Scala – sotto bacchette quali R. Muti, W. Sawallisch) che all’estero (Repubblica Ceca, Germania, Francia) e a registrare i CD Atelier Musicale del XX secolo con l’Ensemble Garbarino e Rare Contemporary Sonatas in duo con la pianista Véronique Garnier. Appassionato fin da giovanissimo alla musica da camera, sinfonica ed operistica, Antonio Signorello inizia la sua formazione musicale diplomandosi in clarinetto presso il Conservatorio Vincenzo Bellini di Catania. Si perfeziona, in seguito, presso diverse prestigiose accademie musicali, e consegue la laurea in musicologia presso l’Università di Bologna e il diploma in canto lirico presso il Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano.

www.antoniosignorello.info

 

 Periscope event: Giacomo Piccoli

Lavoro ben costruito e recitato con una marcata piacevole loquacità; i bravi  ANDREA BRUNO e VALERIA PISTILLO hanno  condotto lo spettacolo esternando una grande  vèrv recitativa, giocando su una drammaturgia  ricca di spunti intellettuali  a cui non sono mancate le numerose invenzioni ironiche.  Un incessante cambio di identità in un gioco esistenziale al limite del massacro una sorta di  Eating sexual Disorder” ove si vive un’infinito spezzettato legame d’insieme senza mai giungere ad un reale dialogo.

Un buon testo che ci regala una serie di simpatici fotogrammi  di una coppia  scoppiata, ma ineluttabilmente unita dall’idea ossessiva  del sesso e della morte, l’amore fa pure capolino tra una scena e l’altra, ma senza mai essere realmente vissuto;  lavoro fondamentalmente maturo, scritto bene  e ottimamente recitato dallo stesso Andrea Bruno e dalla bravissima  Valeria Pistillo per la rassegna di R-Estate con noi al teatro l’Aura di Roma. Applausi meritati.

Giacomo Piccoli

Caterina e Francesco – Due Straordinari italiani, performance teatrale gestita dall’attore  GIUSEPPE NITTI nei panni di un giovane S.francesco d’Assisi  e dall’attrice CLARA GALANTE in quelli di S. Caterina da Siena, un ottima rappresentazione proposta con una recitazione non solo  precisa e  convincente  - da manuale- ma oltremodo intensa e ispirata; i due bravi attori hanno saputo trasmettere momenti contrassegnati  da una  perfetta  empatia con il pubblico, entrambi bravi entrambi superlativi.  Per inciso andrebbe detto che il personaggio di S. francesco  è  sostanzialmente più fluido, poiché  già largamente acquisito dalla cultura popolare,  mentre il personaggio di S. Caterina appare senza dubbio più difficile, poiché storicamente meno stratificato dalla memoria generale, essendo  paradossalmente più “raffinato” rispetto a l’umile S. Francesco d’Assisi,  pertanto personaggio più difficile da proporre, ma la superlativa bravura di  Clara Galante ha saputo trasmettere  non solo la giusta intensità emotiva  ma anche un grande input spirituale in un profondo messaggio intellettuale.

La regia  e  stata curata da ELISABETTA BERNARDINI,  le ricerche storiche a cura di Fra ANGELO DI MARCO, frate del convento domenicano. Ottimi gli interventi delle soprano PAMELA LUCCIARINI accompagnata al pianoforte dal M° MASSIMILIANO FARACI.  Nelle vesti di Suor Letizia TIZIANA CORESE  coadiuvata dalla voce fuori campo di EMIDIO LA VELLA nel ruolo vocale di papa Pacelli. La vicenda rappresentata è nota: nel giugno 1939 Papa Pio XII proclamava Santa Caterina da Siena e San Francesco d’Assisi Patroni d’Italia.

La rappresentazione si è svolta presso l’antica Biblioteca del Palazzo dei domenicani (fino ad oggi mai aperta al pubblico), nel Convento di S. Maria Sopra Minerva, l’evento ha goduto del patrocinio del Senato della Repubblica, in collaborazione con l’Ass. Arca Petrina ONLUS l’Ass. SS. Pietro e Paolo e la Casa della Romanità, evento sponsorizzato dalla Società Ramazzotti.

La presentazione è stata  curata da LUCA VERDONE.

Giacomo Piccoli

COPPIA APERTA, QUASI SPALANCATA- Dopo un clamoroso debutto, venerdì 14 Giugno torna in scena presso il Teatro Due di Roma, COPPIA APERTA, QUASI SPALANCATA di Dario Fo e Franca Rame, rappresentata dagli strepitosi Virginia Risso e Matteo Maria Dragoni. Una commedia travolgente, che prende le mosse dal desiderio di libertà di un marito annoiato e dalla brama di rivalsa della sua bella, tuttavia ormai scontata, moglie.

Il realismo rappresentativo appare perfettamente miscelato a una buona dose di sagace umorismo, che non fatica a far presa su un pubblico entusiasta, che alterna risate a fragorosi applausi.

La performance dei due attori, eccelsa e di indiscusso valore artistico, rende la rappresentazione scorrevole e mai ripetitiva, anche grazie al frequente abbattimento della terza parete attraverso il coinvolgimento dello spettatore, che diviene anche interlocutore e confidente.

Uno spettacolo originale e travolgente, che affronta con il sorriso una tematica di grande attualità e che si presta senza alcun dubbio a soddisfare un uditorio di tutte le età.

Vanessa Carnevale

Con un entusiasmante   bagno di applausi si è  concluso il ciclo degli appuntamenti concertistici  alla CAMERA MUSICALE ROMANA,  con un titolo quanto mai emblematico  “Ascoltare il Cinema” in una serata magica che ha visto, indiscusso protagonista,  il geniale ed eclettico  ALESSANDRO PANATTERI nelle  vesti non solo di superlativo pianista ma anche di empatico direttore-conduttore che con grande professionismo ha saputo rievocare gli  attimi indimenticabili del cinema mondiale attraverso l‘esecuzione di colonne sonore che appartengono ormai al serbatoio dell’inconscio collettivo e che hanno inevitabilmente contribuito a formare l’universo onirico di ogni spettatore; non solo un percorso culturale delle musiche da film  ma un vero risveglio delle emozioni sulle note di film quali: Lezioni di piano, Babel, Il postino, Sostiene Pereira, La voce della luna, The Hours - Morning Passages, Nuovo cinema Paradiso, Psycho, La leggenda del pianista sull’oceano, Schindler’s List, E.T. l'extra-terrestre, Vertigo, Metti una sera a cena, Otto e mezzo e Profondo Rosso.

Ottimo l’apporto vocale introduttivo delle letture gestite da PAOLO VANACORE; perfette le musiciste VALENTINA DEL RE   al violino e SONIA ROMANO  al violoncello, co-protagoniste di questa serata indimenticabile, assieme al soprano MARINA DE SANCTIS, stupenda nell’eseguire alcuni brani  di Ennio Morricone, elettrizzando ulteriormente il pubblico, tripudio di applausi meritatissimo per tutti.

Giacomo Piccoli

Domenica 9 giugno, presso il TEATROSOPHIA, a due passi da Piazza Navona, ha debuttato MILF-Mamma Insegnami La Felicità, scritto e magistralmente interpretato da Natalia Magni, per l’eccezionale regia di Monica Faggiani. Un monologo che si costituisce, fin dai primissimi istanti, come un capolavoro di tragicomico realismo e genuinità. La strepitosa protagonista intratterrà il pubblico e dialogherà con esso per l’intera durata dello spettacolo, catturandone l’attenzione dall’inizio alla fine, per trascinarlo nei meandri della propria interiorità di donna e madre, dilaniata dall’eterno conflitto tra l’appagante desiderio di ammirazione e le convenzioni che la società sembra volerle imporre ad ogni costo. L’indiscussa arte dell’unica regina del palcoscenico non rende percettibile il divario tra realtà e finzione, ragion per cui la partecipazione dello spettatore alle vicende della donna diviene piena e totalizzante e, anche grazie al suggestivo connubio tra suoni e luci, l’emotività collettiva e il battuto dei cuori si sincronizzano sul finale in un unico e tormentato interrogativo, dal quale non vi è alcuna possibilità di scampo.

 

Vanessa Carnevale

 



presso la pittoresca location del TEATRO STANZE SEGRETE di Roma, nel cuore di Trastevere, ha debuttato NOTTURNO – SCANDALOSO D’ANNUNZIO, il cui magnifico esordio lascia presagire una settimana scrosciante di meritati applausi. Uno spettacolo che valica ogni barriera imposta dalla convenzione teatrale e che, per mezzo delle altisonanti doti artistiche dei due attori protagonisti , Alberto Brichetto e Ludovica Resta, intraprende un cammino nei meandri più oscuri e reconditi della mente umana. Viene portato in scena, tra gli sguardi attenti e attoniti del pubblico, un D’Annunzio spogliato dalle consuete vesti superomistiche, pervaso da una disperazione tutt’altro che eroica, figlia di quella paura dell’oblio che accomuna tutti gli esseri umani.

Pensieri confusi e spasmodici, ricordi sensuali e peccaminosi si susseguono in un crescendo di pathos e dolore, che culminerà nella catartica espiazione di un animo tanto tormentato quanto vanaglorioso. Lo spettatore, anche grazie alla particolare struttura del teatro, è invitato a condividere lo strazio mentale e fisico del poeta: imprescindibili, a tale scopo, le meravigliose melodie suonate dal vivo alla chitarra da Marcos Vicari, che costituiscono la cornice ideale per quello che si presenta, a tutti gli effetti, come un capolavoro ombroso ed magniloquente, per l’eccelsa regia di Emanuele Bilotta.

 Vanessa Carnevale

presentato il concerto Idillio e parodia” in occasione del 200mo anniversario della nascita di Jacques (Jacob) Offenbach, autore (in realtà tedesco ma naturalizzato francese) considerato giustamente il padre dell’operetta.

Concerto “spettacolo” presentato dalla CAMERA MUSICALE ROMANA di Via del Vaccaro 9 in Roma; che  per la direzione di questo importantissimo evento ha ospitato il M° ALESSANDRO D’AGOSTINI, meritati e prolungatissimi gli applausi che hanno dimostrato non solo la perenne attualità di Offenbach, ma soprattutto l’ottima capacità  dell’ ensemble vocale Il Gioco delle Parti” nel gestire con tocco magico l’intera rappresentazione.

Operazione coreograficamente ben costruita, curata dallo stesso Alessandro d’Agostini (al pianoforte) che definirlo superlativo è il minimo degli attributi possibili! egli ha saputo fondere il gioco, la  poesia, il suono ed il canto generando un perfetto tessuto rappresentativo.

Grande musicalità e recitazione del soprano  MARCELLA ORSATTI TALAMANCA  che con ottima comunicatività ha letteralmente incantato il pubblico grazie alla sua  flessuosa capacità interpretativa unita ad una vocalità pulita e ricca di sfumature.

Atto dovuto al grande J. Offenbach, ricordando giustamente che si deve a questo grande musicista  lo sviluppo di un importante ramo musicale che si pose nel secolo successivo, quale modello archetipale atto a determinare la nascita del moderno musical.

 Giacomo Piccoli


Una rappresentazione che esula da ogni schema razionale quella andata in scena giovedì 16 Maggio presso il TEATRO TRASTEVERE di Roma: IL NON-VISTO di  Craig Wright, per la clamorosa regia di Valentina Guaetta, Paola Moscelli e Lodovico Zago. Un capolavoro avulso da qualsiasi logica, in grado tuttavia di scuotere le coscienze e di far riflettere lo spettatore sul cieco vivere quotidiano, che ci attanaglia come una ragnatela e al tempo stesso ci protegge, seppure dolorosamente, da ciò che non abbiamo il coraggio di fare.

L’intera storia si erge a metafora dell’esistenza umana, sopraffatta da un atroce senso di sofferenza e dalla passiva accettazione della stessa; per addolcire la pillola, gli uomini si arrovellano le meningi in congetture astruse e prive di fondamento, oppure si dilettano con ragionamenti che di razionale hanno solamente la parvenza. Intrappolati in un carcere del quale non conoscono che la propria cella e le aree adibite a “zone di tortura”, nelle quali vengono quotidianamente condotti, due prigionieri trascorrono undici anni rinchiusi in celle minuscole e tentano disperatamente di trovare una coerenza in quanto sta capitando loro.

 Un chiaro esempio di come la realtà interiore influenzi quella esteriore è celato nelle fantasiose ipotesi avanzate per spiegare una serie di colpi che, da pochi giorni a questa parte, odono provenire da sotto il pavimento. A disilludere le loro speranze interverrà un guardiano del carcere, al tempo stesso aguzzino e confidente: un essere umano brutale e violento, a tratti dilaniato da un’”empatia” folle e distorta nei confronti delle priorie vittime.

Esemplare l’interpretazione dei tre attori: Marco Barbarisi, Gabriele Namio e Federico Pastore, i quali, con il solo ausilio di un magistrale gioco di luci, hanno saputo condurre il pubblico nel bel mezzo di un Universo distopico, dominato da un misterioso regime dittatoriale e gravato da una crudeltà cieca e logorante, che porta con sé una catartica riflessione sulla realtà attuale.

Vannessa Carnevale

L’INCREDIBILE VIAGGIO DI LADY C. La trama si articola intorno ad un’extraterrestre (Coco) atterrato sul pianeta Terra (in Italia) con il presupposto di studiare i dodici articoli della Costituzione… chiaramente s’imbatterà nelle contraddizioni comportamentali della nostra realtà, ma sostanzialmente  non male come storia da sviluppare e perfezionare.

Bravi gli attori Oronzo Salvati, Danilo Brandizzi, Laura Croccolino e Letizia Cerenzia, che si distinguono per una recitazione abbastanza convincente; ottime le scelte musicali operate e suonate dal bravissimo ALESSIO PINTO, che  si fa notare come ottimo cantante chitarrista (sui brani di David Bowie) e come  drammaturgo,  anche se ha rischiato  spesso un eccessiva  semplificazione schematica nel giudizio sociologico, politico e storico del nostro paese.

Molto divertenti alcune battute e certe situazioni al limite del paradosso; sostanzialmente uno spettacolo gradevolmente piacevole proposto dal Teatro L’Aura di Roma.

Giacomo Piccoli

ACCATTONE DI PIER PAOLO PASOLINI  - Martedì 7 Maggio, il TEATRO TRASTEVERE di Roma ha ospitato quello che si presenta, a  tutti gli effetti, come uno spettacolo dalla coinvolgente “tridimensionalità” e dai toni tragicomici: Accattone di Pier Paolo Pasolini, con l’eccelsa regia di Enrico Maria Carraro Moda. In una Roma dalle tinte fosche, a due passi dal Tevere, prende le mosse una storia coinvolgente, i cui rimandi al celebre capolavoro sono accompagnati da un’impeccabile originalità. Eccezionali gli attori: Lorenzo Girolami, Simona Santamato, Chiara Meschini, Federico Balzarini ed Enrico Maria Carraro Moda, i quali riescono senza difficoltà a trasportare gli spettatori in un universo dominato da leggi proprie, libero dal tempo e ogni forma di coerenza . Un realismo crudo ed eccentrico, evidente frutto di un accurato lavoro pregresso, che poco spazio lascia al sentimento autentico e predilige un’emozionalità viziata dalla corruzione e dall’interesse.

 Il protagonista, accattone di professione, viene portato in scena in tutta la sua complessità morale ed emotiva e, attorno a lui, ruotano personaggi che suonano come tipi umani, emblemi di un’umanità corrotta e meschina.

Il finale, la cui rappresentazione scenica è a dir poco calzante, risulta volutamente claustrofobico e strozzante, carico di un pathos che il pubblico faticherà a scrollarsi di dosso e che, in effetti, rende perfettamente omaggio all’epicità pasoliniana.

Vanessa Carnevale

Un concerto all’altezza delle aspettative, con  ottime esecuzioni di brani selezionati perfettamente eseguiti,  Non solo alto professionismo tecnico dei due musicisti, ma  soprattutto espressività artistica sensibile,  dove la spazialità  musicale ha trovato adeguato riscontro nella scelta intelligente di brani particolarmente suggestivi, che  con perfetta sincronia ed in un superlativo trait d’union tra due artisti estremamente affiatati: Il mago dei saxsofoniSALVATORE CUTRÒ, laureato presso l’Istituto di Alta Formazione Culturale di Messina, che vanta collaborazioni in diverse formazioni cameristiche come l’Orchestra del Teatro “San Carlo di Napoli”, attualmente docente di sassofono presso il Liceo Musicale E. Majorana di Agrigento, ed il bravissimo pianista M°MICHELE CAMPO, già enfant prodige (ha iniziato a suonare all’età di 5 anni ed è arrivando  alla laurea con la tesi “Il tocco pianistico fra storia e scienza”; due siciliani di primordine che hanno saputo generare un concerto di grande impatto, permettendoci di apprezzare ulteriormente i brani dei compositori E. Bozza, D. Milhaud, P. Iturralde, A. Marcello, N. Ortolano, A. Piazzolla

Evento ricco di emozioni quindi, promosso dalla CAMERA MUSICALE ROMANA diretta da Elvira Maria Iannuzzi, che come sempre presenta artisti selezionati di primissimo livello, donandoci serate di piacevolissime percezioni uditive.

Giacomo Piccoli

Firenze - Debutto in prima nazionale al Teatro di Cestello per il musical “L’Ascensore - un thriller sentimentale”, successo internazionale proveniente dalla Spagna, nella sua prima versione italiana.

Venerdì 26 aprile i riflettori dello storico teatro di San Frediano, si accenderanno sull’ultimo prestigioso appuntamento del MINDIE, il primo festival del teatro musicale indipendente in Italia

In scena 3 big del teatro musicale italiano: Danilo Brugia, Luca Giacomelli Ferrarini e la fiorentina Elena Mancuso. 

Dietro le quinte un team creativo di giovani professionisti tutti under 35, a cominciare dal regista Matteo Borghi e dal produttore Giuseppe Di Falco laureato il Pro.Ge.A.S. dell’Universita degli Studi di Firenze

Con soli 3 protagonisti e un pianoforte, in un continuo alternarsi di suspense, romanticismo e colpi di scena, sarà il pubblico a riordinare i pezzi di un confuso puzzle e a capire quale ruolo sta giocando ogni personaggio nella partita a carte contro il destino. 

Vincitore del premio miglior musical off 2017 agli Oscar dei Musical in Spagna, “L’Ascensore - un thriller sentimentale” è scritto e musicato da Josè Masegosa, prodotto da Giuseppe Di Falco per “i perFORMErs - produzioni artistiche” in collaborazione con Altrove Teatro, sarà diretto da Matteo Borghi con la direzione musicale di Eleonora Beddini, le traduzioni delle liriche di Nino Pratticò e i movimenti coreografici di Luca Peluso.

Info e prenotazioni: tel. 055 294609 - prenotazioni@teatrocestello.it Prevendita online: ticketone.it

 Ufficio Stampa: ELENA FRIGERIO


In occasione della Domenica delle Palme, presso la CAMERA MUSICALE ROMANA è stato proposto un piacevolissimo concerto dedicato allo STABAT MATER di G. B. Pergolesi e a due brani molto particolari di G. Rossini.

Nella prima parte sono state eseguite  la SONATA  II in La maggiore e la Sonata III in Do minore, due preziosità scritte dall’enfant prodige Giovacchino ROSSINI all’età di dodici anni per la ricca famiglia Triossi, due stupendi capolavori che hanno fatto da preludio allo STABAT MATER di Giovanni Battista PERGOLESI; capolavoro assoluto che ispirò persino il grande Johann Sebastian Bach  per la cantata Tilge, Höchster, meine Sünden!

 Ottime le esecuzioni musicali della  LuogoArte Ensemble, orchestra da camera formata da FLAVIA DI TOMMASO e VINCENZO TEDESCO al Violino, CECILIA IACOMINI Viola e Violino, LIVIA DE ROMANIS Violoncello, MAYRA STELA DUNIN PEDROSA Contrabbasso e MARILENA SEMINARA al Clavicembalo.

Perfetto apporto vocale della soprano TIZIANA GUAGLIANONE  e della mezzasoprano  PAOLA CACCIATORI, precise negli acuti, sublimi  nei passaggi di registro,con un affascinante portamento scenico in un’interpretazione intensa che ha conferito plasticità all’esecuzione di un stupendo Stabat Mater.

La conclusione di questa coinvolgente serata è stata contrassegnata da numerosi e ripetuti applausi.

Giacomo Piccoli 

La suggestiva location del TEATRO IVELISE di Roma, all’ombra del Colosseo, ha ospitato in data 11 aprile, per la seconda volta, l’eccezionale performance di Elisabetta Sbrolla, coadiuvata dagli eccelsi artisti: Simone Di Cataldi (pianoforte), Alessio Brugiotti (batteria), Valerio Prigiotti (tromba) e dalle bravissime coriste Maria Giovanna Sbrolla, Chiara Dragone e Valentina Giulio.

Con la sua voce, nel contempo delicata e suadente, e la sua simpatia, la cantautrice riesce immediatamente a catturare e incantare il pubblico. Le parole dei suoi testi, sapientemente scelte e adagiate su melodie dai ritmi travolgenti, fanno vibrare gli animi e accendono le coscienze, accompagnando gli spettatori in un viaggio alla riscoperta di se stessi e dell’Amore Universale. Dentro ogni persona si cela un’energia creatrice che però, troppo spesso, resta imbrigliata nei rigidi schemi del vivere quotidiano, perdendo così la propria unicità. Emblematica è la metafora contenuta nel pezzo intitolato Muri d’Acqua: gli esseri umani sono assimilati a tanti piccoli fiumiciattoli che tentano spasmodicamente di raggiungere il mare, ma che, loro malgrado, sono continuamente deviati da falsi miti e ostacolati dal materialismo. È solo osservando questi muri d’acqua, con onestà e misericordia, ci dice Elisabetta, che si può trovare la completezza, l’Amore autentico e totalizzante che non pretende né giudica, semplicemente ama.

La presa di coscienza è il primo passo per poter chiedere Scusa, parola alla quale la cantautrice attribuisce una potenza intrinseca infinita: il termine si erge, nell’omonimo pezzo, a preghiera per imparare ad amare davvero e diviene veicolo di salvezza per se stessi e per il mondo.

Una volta che abbiamo riportato a galla una libertà tanto a lungo perduta, siamo chiamati a Ricostruire,a renderci missionari e fautori del benessere per noi e per il prossimo: è così che Elisabetta Sbrolla introduce, sul finire del concerto, un tema tanto delicato quanto emozionante, del quale parla con il cuore di chi crede e l’esperienza di chi ha fatto. Con il suo pezzo, dal titolo Corri Mosé, ci conduce in una terra devastata da conflitti e guerriglie, che non risparmia nessuno, neppure i bambini: di fronte a una sofferenza tale, l’artista ci invita a rafforzare e risvegliare quella vocazione che è innata in tutti gli esseri umani, ovvero la voglia di vivere e  di far vivere, la gioia di tendere la mano al prossimo e di convivere con quell’immensa ricchezza che è il diverso.

Vanessa Carnevale

Non solo canzoni della tradizione ma atmosfere suggestive nello spettacolo messo in scena al Teatro L’Aura di Roma (Via Pietro Blaserna 37) per lo spettacolo CONOSCI NAPOLI, un ottima  stesura narrativa dovuta alla poliedrica ROSSELLA SERRATO che ha creato una drammaturgia fruibile ed accattivante, riuscendo a cogliere gli aspetti più significativi dell’animo popolare, in simbiosi con l’affascinante e brava LAURA MONACO, attrice, cantante interprete di antiche canzoni sapientemente gestite, interpretate con superlativa  bravura accademica, grande sensibilità ed ironia.

 

Ottima la scelta delle canzoni accompagnate da citazioni poetiche e simpatici aneddoti; due PERLE RARE da palcoscenico Laura e Rossella, che hanno saputo intrattenere il pubblico con il calore tipico dell’anima partenopea, interpreti di quella filosofia di vita che ci fa sorridere ma anche pensare e amare ancor di più Napoli, città che ha la “cultura nel cuore” forgia di grandi pittori e scultori (basta pensare al favoloso ‘800 napoletano), città con più teatri in assoluto e che vanta il maestoso Teatro lirico S. Carlo, il più antico del mondo, città che ha dato i natali non solo a grandi attori e drammaturghi, ma che ha prodotto e continua a generare immortali, famosissime canzoni.

 

A completare l’insieme l’ottima pianista MIHEE KIM e il superlativo M° TOMMASO MONACO dal coinvolgente timbro vocale tenorile; uno spettacolo senza alcun dubbio da riproporre.

 

Giacomo Piccoli

 


Un lavoro tutto sommato ben costruito, con  pochi elementi scenografici ma simbolicamente incisivi che fanno da sfondo ad una vicenda tragicomica dove, un potere governativo inossidabile perennemente affetto da paranoica auto gratificazione si ritrova in crisi davanti ad un popolo insoddisfatto e indisciplinato che simbolicamente protesta votando in massa scheda bianca.

Trasposizione teatrale  ed adattamento del “Saggio sulla lucidità” di José Saramago curata da Alessandra Silipo, dove si è cercato di rispettare il particolare stile sarcastico e surreale del grande autore portoghese. Operazione difficile ma fondamentalmente ben riuscita, ottimamente trasposta in una drammaturgia tesa a valorizzare la dinamicità dialettica e motoria dei componenti la compagnia, cioè gli attori: Alessandro Calamunci Manitta / Stefano Flamia / Valerio Giordano / Emanuele Guzzardi /  Susanna Lauletta /  Eleonora Setzu / Alessandra Silipo /  Nour Zarafi  e Lucrezia Zibelli, per la  regia di: SilipoLauletta.

Critica graffiante al potere costituito, che come al solito si avvale dei mezzi repressivi consoni ad ogni qualsivoglia dittatura, anche se mascherata da democrazia parlamentare e che vuole  essere un indubbio momento di riflessione generale.

Geniale, da parte della regia, la figura infantile, simbolica e dissacrante del Capo dello Stato.

Giacomo Piccoli

Sabato 30 marzo, presso il Teatro Due di Roma, ha debuttato la commedia (quasi) tutta al femminile intitolata “IL TERZO OSPITE”, un piccolo capolavoro in rosa, scritto e diretto dall’eccelsa Gaia Contraffatto (coadiuvata nella regia da Chiara Biancardi), la quale ha anche calcato il palcoscenico, regalando al pubblico un’interpretazione a dir poco magistrale.

Dinamismo, comicità e spensieratezza, conditi con una buona dose di simpatici e, a tratti, piccanti battibecchi tra amiche,sono tra gli ingredienti fondamentali di quella che dovrebbe essere una rilassante vacanza tra ragazze, ma si rivela teatro di inaspettate avventure e incredibili rivelazioni.

 Bravi gli attori Virginia Risso e Matteo Maria Dragoni, naturali nell’interpretazione, i quali colorano con il proprio talento scene mai scontate. Il finale, che sopraggiunge troppo presto e si presta a molteplici interpretazioni, lascia il pubblico, profondamente divertito, con curiosità e aspettative ancora da soddisfare.

 Vanessa Carnevale


Piccolo ma prezioso lo spazio del teatro IVELISE di Roma che ama offrirci  spettacoli emblematici e suggestivi, come nel caso del lavoro “LORO SONO MIE, E IO SONO M…” scritto ed interpretato da ALESSANDRA VAGNOLI per la regia di ANGELITA PULIAFITO; ottima la stesura musicale curata da MARCO OLIVIERI  e gli interventi vocali dell’attore ALBERTO BOGNANNI, un lavoro sostanzialmente ben costruito, lineare, piacevole, dove in fondo si vuole affermare  il principio del proprio irrinunciabile concetto di libertà;  non privo di piccole ma significative discrepanze su cui sarebbe troppo noioso dilungarsi, in fondo il lungo soliloquio della protagonista è sufficiente ad soddisfare i dubbi sulle presunte metamorfosi mentali che oscillano tra la propria femminilità ed il presupposto mentale di un maschio alfa ( il capo branco) che pretende L’acquisizione come atto perentorio di proprietà..loro sono mie…e che porta a l’inevitabile conseguenza di un epilogo tragico di un pianto come catarsi finale.

Emblematico perché si conclude con lo s-velamento del manichino di scena, vestito inizialmente di abito nuziale, che nascondeva la “corporalità oggettiva” avvolta in un velo sottostante; il teatro e la filosofia si innestano in un insieme teso a rappresentare  la verità, togliere il velo sarebbe quindi  rivelazione.. ma nel suspu modu, ti dico la verità solo quando metto il velo alle parole almeno per i Dori e gli Achei; ma da qui in poi l’amore sarebbe solo un gratta e vinci.

Giacomo Piccoli

Sabato 16 e domenica 17 marzo, il delizioso TEATRO IVELISE di Roma, un piccolo gioiello d’altri tempi, ubicato nei pressi del Colosseo, ha aperto le porte alla più nota tra le opere del grande Manlio Santanelli: “Uscita di Emergenza”.

Davide Fasano e Valerio Villa, sin dai primissimi attimi della rappresentazione, si muovono con una naturalezza che sottintende un talento indiscusso su un palcoscenico che, sia pure per la congegnale struttura del teatro, sembra  abbracciare il pubblico, rendendolo al tempo stesso appassionato spettatore e giudice impietoso delle vicende.

Stupefacente la ricercata assurdità delle continue dispute tra i due protagonisti, sempre pronti ad arrovellarsi in ragionamenti astrusi e deliranti. Battibecchi inconsistenti e dispetti infantili, volti a scatenare l’irosa reazione del compagno, a cui fa seguito una spasmodica e insana voglia di tenere l’altro con sé a ogni costo, costituiscono la quotidianità di Cirillo, un ex suggeritore di teatro, lasciato dalla moglie e caduto in miseria, e il sagrestano soprannominato Pace e Bene, terrorizzato all’idea di rimettere piede in quella Chiesa che ha macchiato con una colpa inconfessabile e pesante più di qualsiasi macigno.

L’intera opera sa mescolare drammaticità e comicità in un connubio vincente e gli attori, sotto lo sguardo vigile di un pubblico tanto incuriosito quanto appassionato, si destreggiano tra litigi e incomprensioni, confessioni e lacrime, per avventurarsi nei meandri di un filale tutt’altro che scontato.

“Uscita di Emergenza” è uno spettacolo  unico nel suo genere, un capolavoro vagamente nonsense, che riecheggia ombre Beckettiane e che porta alla luce l’alienazione dell’uomo contemporaneo, la solitudine e l’impossibilità di qualsiasi forma di comunicazione.

 Vanessa Carnevale

Messa in scena stupendamente e con  sapiente ironia, come si conviene  per rendere omaggio all’opera teatrale scritta da  Apollinaire,  dalla compagnia HANGAR DUCHAMP  è stata proposta la commedia “Le mammelle di Tiresia" presso il TEATRO TRASTEVERE di Via Jacopa de' Settesoli, 3, in Roma.

 

Bravissimi gli attori SIMONA MAZZANTI / FLAVIO FAVALE / EDOARDO LA ROSA  / VANIA LAI / GIORGIA COPPI / WALTER MONTEVIDONI ottima la regia di Andrea Martella e la scelta scenografica curata dall’artista Valerio Giacone (proposto dalla galleria d’arte FABER), simpatico  ed accattivante aver riattualizzato l’opera con  l’introduzione di canzoni moderne,  in chiave di rapido restauro (la commedia fu rappresentata per la prima volta nel 1917), scelta curata da Attila Mona.

 

La compagnia  hangar duchamp ha saputo rendere ottimamente lo spirito “irriverente”  del testo  di Guillaume Apollinaire con una recitazione piena di brio e vezzi  recitativi ricchi di umor,  proponendo altresì  buonissime  invenzioni sceniche.

 

Le mammelle di Tiresia" viene indicato come l’atto iniziale del Surrealismo, ma e anche un implicito omaggio a F.T.Marinetti, il primo a proporre il  paroliberismo e che in quell’epoca  la rivoluzione degli schemi classici prendeva spunto proprio dal Futurismo, ammiccando ad autori irriverenti come Pitigrilli (Dino Segre), Enrique Jardiel Poncela dallo stesso Marinetti e da quanto proposto dagli autori loro contemporanei; la rivoluzione del linguaggio artistico  si nutriva di tante diversificate origini.

 

Giacomo Piccoli

 

Serata particolarmente accattivante, dove due  grandi protagonisti John Hackett al  flauto e Marco Lo Muscio al pianoforte  hanno eseguito squisitamente  le musiche di C. W. Gluck,  G. P. Telemann,  J. S. Bach, G. Ligeti, C. Debussy, J Hackett, S, Hackett, Genesis  King Crimson e dello stesso Marco Lo Muscio; una supremazia di suoni che  ha avvolto magicamente la Sala della Immacolata in Roma, dove Il suono del rock progressivo dei Genesis si è amalgamato ottimamente con il fluido sonoro del repertorio classico, generando un unicum musicale di grande interesse, un vero fiore all’occhiello per la CAMERA MUSICALE ROMANA che non dimenticheremo per lungo tempo.

 

Dei due musicisti è doveroso ricordare che JOHN HACKETT è famoso per la qualità esecutiva del suo flauto, essendo egli uno dei pochi al mondo a suonare il  flauto verticale,  il suo apporto professionale vanta la collaborazione attiva con Ian McDonald (King Crimson) e Ian Anderson (Jethro Tull); flautista, chitarrista, cantante e compositore, John ha lavorato spesso con suo fratello Steve Hackett, chitarrista dei Genesis.

 

MARCO LO MUSCIO, organista, pianista e compositore vanta  al suo attivo collaborazioni con Kevin Bowyer, David Jackson, David Cross, John e Steve Hackett (Genesis). Le sue composizioni sono state eseguite in tutto il mondo ricevendo commissioni da l’università di Harvard ed altri importantissimi organismi internazionali.

 

Ottima l’organizzazione della Camera Musicale Romana, con suggestivi interventi poetico letterari della direttrice (e organizzatrice) Elvira Maria Iannuzzi.

 

 Giacomo Piccoli

 


VETROFANIE

 

VETROFANIE, La cultura in vetrina. L’arte, la cultura ha bisogno di luoghi in cui esprimersi, poiché nulla esiste senza lo “spazio”, più si amplia la coscienza, più si estende la conoscenza, cioè più si diviene culturalmente coscienti, maggiore sarà la nostra crescita

 

  L’Arcolaio  propone proprio questo, spazio libero alla cultura, vetrina accessibile all’arte.

La cultura in vetrina su: www.arcolaio.biz

Presso la CAMERA MUSICALE ROMANA di Via del Vaccaro 9 in Roma, nella Sala  dell’Immacolata, ha esordito “DIFERENCIAS”, uno spettacolo originale nonché unico nel suo genere.

Il pubblico, cullato dalle melodiose note della chitarra rinascimentale e di quella barocca e incantato dal suono del liuto e della tiorba, viene proiettato nell’antico e variegato mondo delle corti, per riviverne atmosfere e sensazioni.

Prende gradualmente forma un universo di suoni a cui non siamo più abituati, al quale tuttavia non esitiamo ad abbandonarci totalmente sin dai primissimi istanti dello spettacolo.

Eccezionali gli artisti Rosario Cicero e Mario d’Agosto, coadiuvati dall’eccelso soprano Andrea Manchèe, la cui voce soave spezza l’aria e rapisce gli animi degli uditori.

Ideale e suggestiva l’ambientazione, austera e solenne, tempio perfetto per una rappresentazione dall’indiscusso valore artistico e in grado di veicolare, tra dolci Arie e vivaci melodie, un importante messaggio: la cultura possiede un immenso potere, ossia quello di unire, con risultati notevoli, stili tra loro molto diversi.

Vanessa Carnevale

Giovedì 21 febbraio, presso il TEATRO L’AURA, ha esordito OSCAR, per la regia di Sebastiano Bazzichi, che calcherà il palcoscenico fino a domenica 24 febbraio.

Una commedia che getta una luce amara sul dramma della separazione di una coppia e sulla conseguente lotta di prevaricazione che vede coinvolti i due, ormai ex, conviventi.

Ripicche, futili battibecchi e patetici infantilismi rappresentano l’unica forma di comunicazione tra i diversissimi protagonisti: lui, un grafico dal fare pigro e, a tratti, immaturo; lei, un’irrequieta donna in carriera, dai modi decisi e talvolta autoritari.

A fare da pomo della discordia, suo malgrado, è Oscar, il cane che entrambi affermano di amare a tal punto da essere disposti a fare qualunque cosa pur di non lasciarlo nelle mani dell’altro.

L’intera vicenda si tramuta in una spasmodica, nonché cieca, corsa alla ricerca della casa perfetta per ospitare l’amico peloso, che nel frattempo viene sballottato da un posto all’altro quasi fosse un trofeo da occultare al nemico.

Bravi gli attori, i quali sono stati in grado di ricostruire, in quel microcosmo che è lo spettacolo, lo schema di una società corrotta da uno sterile materialismo e dalla più vana bramosia di prevaricazione.   

E infine anche Oscar, che rappresentava quanto di buono fosse rimasto di una relazione ormai devastata, resta schiacciato sotto il peso di lacrime ipocrite e false amicizie.

Vanessa Carnevale

Il TEATRO TRASTEVERE (di via Jacopa de’ Settesoli in Roma) ci ha abituato a un ventaglio di opere sempre di particolare qualità, certo questo non è sempre possibile, ma mi piace ricordarlo.

Partendo dal principio che uno spettacolo deve “intrattenere” il pubblico, farlo ridere, piangere oppure riflettere e di conseguenza la necessità di trovare i presupposti per vivere un’ora di buon teatro.

Questo lavoro dal titolo PERLEI non riscuote particolari consensi, non perché i due attori non siano all’altezza, anzi sono più che bravi,  purtroppo è il testo che presenta molti “buchi” perdendo spesso di consistenza dinamica, che è elemento essenziale di un buona drammaturgia.

La vicenda propone un lento soliloquio dell’attrice, il suo essere figlia di N.N. abbandonata in istituto e quindi adottata da una nuova coppia, un presupposto matrimonio e il suo mondo interiore, rappresentato da un peluche animato ALTER EGO, genera nell’insieme una storia garbata, mai grossolana, che però appare come  un  “piatto”  privo di sapidità,  il cui unico sapore è una salsa  composta da vacuità  esistenziale; una vicenda  mista tra gioco interiore e dérapage circostanziali, in un circuito chiuso dove tutto si svolge e nulla sostanzialmente avviene, ciò che rimane è solo la memoria delle proprie personali angosce.

Scenografia piacevolmente essenziale, buone le luci.. Gli attori vanno ovviamente citati: CRISTEL CHECCA e ALESSANDRO BELESTRIERI (nei panni del peluche), Cristel Checca firma anche la regia e la drammaturgia.

Alla fine Qualche lacrima si versa, ma è per il testo.

 Giacomo Piccoli


Piccoli colpi di genio quelli proposti dal coreografo DAVIDE ROMEO della Compagnia  USCITE D’EMERGENZA, una formazione giovane ma estremamente attiva che ha presentato un insieme di quadri dinamici di  ottimo impatto, generando uno spettacolo a tutto tondo che  ha pienamente  riconfermato quanto già scrissi tempo fa di questo danzatore,  coreografo e regista;  bravo   per la creatività  espressa nell’architettura dello spettacolo, bravo per aver saputo costruire una buona struttura narrativa, dove patos, poesia, forza ed ironia si alternano sapientemente. 

 

ERO FILO D’AGAVE  è andato in scena presso il TEATROCITTÀ di Roma  (via Guido Figliolini 18), il titolo trae spunto dalla pianta omonima,  presente in gran quantità nel meridione d’Italia;  Davide Romeo raccoglie  l’eredità culturale della sua origine mediterranea in un gioco teso a coinvolgere tutto il cast  di uscite d’emergenza  in una tarantolata conclusiva  quale elegia della corporalità ma anche alla socializzazione,  inno ad una evocatoria spiritualità di gruppo in  un gioco coreutico quale ipotetico  succo di un "esorcismo evocatorio”; estratto  d’Agave terapeutico, ma anche  fibra vegetale  utile a corde abiti borse, indispensabile al fondamentale vissuto storico delle nostre antiche terre.

 

Bravi  i  danzatori MARCO CAPPA SPINA, MICHAEL PISANO, LARA CERRATO, JONATHAN COLAFRANCESCO, GIOVANNA ZANCHETTA e tutto il giovanissimo cast di Uscite d’emergenza.  

Un mosaico dove ogni tessera assume logica incastonandosi in un’opera che è  un piccolo, interessante,  capolavoro scenico, applausi meritatissimi

 

Giacomo Piccoli

 


Un inno alla forza e al valore di un’istituzione troppo spesso sottovalutata, tuttavia la sola in grado di mutare le sorti dei ragazzi: la scuola. Coraggio, spirito di giustizia, voglia di cambiamento: questi i temi propulsori dello spettacolo andato in scena, dal 1 al 10 febbraio, presso il Teatro Fara Nume di Ostia e che, grazie al successo riscosso, calcherà nuovamente il palcoscenico nelle date del 9 e 10 marzo,  a Roma.

La regia, sapientemente orchestrata da Luigi Pisani, coadiuvato da Marco Manca, ci porta nel bel mezzo di un mondo in cui la mafia la fa da padrona e in cui la scuola, ammesso che in essa si creda ancora, rappresenta il solo veicolo di evasione da un destino inevitabilmente macchiato da criminalità, viltà e  omertà.

Il bravissimo Antonio Romano interpreta con vivace realismo il Professor Marcello Aprile, un docente di lettere di scuola media che, dopo anni di lavoro nel Nord Italia, riceve un gradito incarico annuale presso il paesino campano nel quale è nato e cresciuto.

Qui rincontrerà luci e ombre di un passato ormai tramutatosi in un presente tragicamente agghiacciante: un cugino scaltro e cialtrone, abilmente interpretato da Giuseppe Renzo, un’iperattiva collaboratrice scolastica nonché amica di gioventù, capolavoro d’interpretazione di Carlotta Ballarini e una vecchia fiamma del liceo, interpretata da Alessia di Benedetto, fanno da sfondo a una vicenda che si sviluppa, tra comicità e pathos, a ritmi sempre più incalzanti.

Magistrale l’interpretazione di Mimmo Cuomo, nei panni di un prepotente boss della malavita, senza scrupoli né valori, emblema di quella fetta di umanità prevaricatrice e corrotta che, purtroppo, ci è tutt’altro che estranea.

Uno spettacolo al tempo stesso giocoso e commovente, una storia che ben si adatta a ogni tipo di pubblico e che, come del resto si evince dal titolo, vuole essere un’ esortazione a non smettere di credere nella possibilità di un domani migliore.

Vanessa Carnevale



Amore Nero” Il connubio perfetto tra canto, poesia, recitazione e sentimento ha debuttato in data 1 febbraio presso l’Antica Stamperia Rubattino a Roma, nel celeberrimo quartiere Testaccio.

 I bravissimi artisti Rossella Seno e Lino Rufo, con la partecipazione di Diego Vasapollo, accompagnano il pubblico attraverso un viaggio che va a esplorare le varie sfaccettature che può assumere la violenza contro le donne. Che si tratti di stupro, di violenza domestica, di sfruttamento della prostituzione o di qualsivoglia forma di abuso, fisico o psicologico, ai danni dell’universo femminile, il messaggio è il medesimo: l’odio finirà solamente se gli uomini sapran risorgere dentro di sé.

 Una resurrezione che può far seguito solo a una presa di coscienza; un passo avanti per un’umanità per cui l’uguaglianza di genere, purtroppo, non è che un’utopia diffusa.

Tra meravigliose canzoni, versi colmi di pathos e volute pause di silenzio assordante, il pubblico non riesce a distogliere lo sguardo da un terzetto che, attraverso la propria arte, riesce a coinvolgerne appieno pensieri e sentimenti.

 Emblematica la metafora dell’ingenua topolina che, tra i tanti pretendenti, sceglie di sposare un gatto mellifluo e affascinante, il quale finirà per divorarla poco dopo le nozze: perché, dopo tutto, un gatto non potrà mai divenire nulla di diverso da ciò che la sua natura di gatto gli impone; non esistono gatti vegetariani ed è bene che ogni topolina ne prenda coscienza.

Vanessa Carnevale

Deliziosi a dir poco i due interpreti  della “commedia..ANFOTERO GIORGIO VOLPE e DEIALNIRA RUSSO messa in scena al teatro IVELISE di via Capo d’Africa 8/12 in Roma, bravi soprattutto  di aver saputo esprimere con un linguaggio sintetico gioie e patemi della “diversità”.

Il titolo vuole fornire una spiegazione al “teorema della sessualità”. Anfotero In chimica è  una  sostanza che, potendo cedere o accettare protoni è in grado di funzionare sia come acido sia come base,  suppongo che Giorgio Volpe abbia scelto questo assunto  per  dar “corpo” al presupposto della diversità.

All’inizio  viene fornito un foglio con una serie di termini che snaturano un pochino la magia del teatro; un foglio con le definizioni di genere (sob!)  cioè: Agender, Androgino,Cisgender, Genere binario, Genderfluid, Genderqueer, Intersessuale, LGBTQ, Querer, trans gender ecc, solo per citarne alcuni,  forse andava aggiunto che: la materia si presenta ai nostri sensi in tre stati fisici: gassoso, liquido e solido;  i liquidi fanno parte della famiglia dei fluidi: tutti i liquidi sono fluidi, ma non tutti i fluidi sono dei liquidi ed i solidi altro non sono che il risultato dalle forze di coesione tra le particelle”. Ciò non spiega molto  ma puoi tornare  a casa contento.

Accade che per dar valore alle proprie tesi spesso la terminologia scientifica aiuta a rafforzare un argomentazione, ma questo apparente vantaggio e anche controproducente.  L’antropologia è nata girando con un compasso (antropometria) per misurare  la forma del cranio brachicefalo/dolicocefalo, dando forza al concetto di razza, diversità e così via;  personalmente preferirei meno scientificismo e  più poesia.

 Torniamo ad ANFOTERO,  performances teatrale ben costruita, con toni taglienti, autoironici,  profonda e  che regala attimi di riflessione;  probabilmente verrà riproposta, ampliata, resa ancor più comunicativa.

Giacomo Piccoli




VETROFANIE

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Una serata ricca di atmosfera affascinante e suggestiva,  dedicata al  suono caldo e avvolgente della viola quella proposta dalla CAMERA MUSICALE ROMANA merito della maestria di due esecutori raffinatissimi, il Maestro MONALDO BRACONI al pianoforte  e la superlativa violista  DOMENICA PUGLIESE che hanno suonato con grande correttezza di stile; regalando attimi di estrema comunicatività  timbrica attraverso le esecuzioni di brani di M. Glinka, R. Schumann, S. Braconi, A. Khachaturjan, S. Rachmaninov, S. Prokofiev, eseguiti con la massima professionalità e che ha messo il luce le varie particolarità compositive; riuscendo altresì a trasmettere il patos poetico  di brani, che ben si legano con la spiritualità della Sala dell’Immacolata.

 

Un piccolo capolavoro esecutivo dovuto al pianoforte di MONALDO BRACONI, grande e apprezzato musicista, ed al  particolare fascino della viola, che ha trasmesso al  pubblico  dimensioni sonore coinvolgenti, vere  “Perle esecutive“  di grande coinvolgimento sonoro.

 

Appare scontato dire che la viola difficilmente ha assunto ruoli di primo piano, rispetto alla consacrata nitidezza del violino, soggetta per sua natura al registro medio di un suono più profondo, più pacato, dall’espressività animistica più toccante, ma la maestria Domenica Pugliese e del Maestro Braconi ha generato una serata pregna di pura plasticità timbrica, grazie ad una pacatezza strutturale e tonale, ricca di un  suono magico, squisitamente metafisico.

 

 Giacomo Piccoli

 

Un’evasione dalla monotonia e dal grigiore della vita quotidiana, uno stimolo a guardare il mondo con gli occhi del bambino che giace sopito in ognuno di noi. Presso il teatro L’Aura di Roma (Via Pietro Blaserna 37), torna sulle scene il capolavoro Exupéryniano, interpretato magistralmente dagli attori della ModusArti. Interessante la scelta della regia, curata con dovizia di particolari da Alessia Tona, di seguire fedelmente le pagine del libro, seppure rivisitandone e sfumandone i collegamenti.

Lo spettacolo si apre con il fatidico incontro, nel bel mezzo del deserto del Sarah, tra un Aviatore, alle prese con la riparazione del motore del suo aeroplano,e un Piccolo Principe dal capelli dorati, giunto sulla Terra dall’asteroide B-612 dopo un lungo viaggio. La coppia, che presto si scoprirà affiatata, offre un interessante spunto di riflessione circa la dualità tra l’originaria forza immaginativa presente in ciascun essere umano nel periodo dell’infanzia e lo slancio razionale, concreto e ostinato, che subentra con l’avanzare dell’età.

La coreografia di apertura, così come le altre, è curata a puntino da Laura Sodano: sfere luminose danzano nel buio sorrette e accompagnate dagli attori, e fluttuano con eleganti moti ondulatori, a rappresentare gli asteroidi attraverso i quali il nostro ometto compirà il suo lungo e tortuoso viaggio.

Delicato e sensuale appare l’episodio del fiore, incorniciato da un aggraziato balletto classico e sintetizzato a puntino.

I personaggi nei quali il piccolo protagonista si imbatte si susseguono con rapida armonia: dal celebre Re ragionevole che regna su tutto si passa al vanitoso, ghiotto di applausi e lodi; poi l’uomo d’affari, il geografo che si astiene dall’esplorare il proprio pianeta perché troppo importante, l’ubriacone e, per finire, il lampionaio, totalmente devoto alla consegna.

L’incontro con la volpe risulta, nel contempo, fedele al classico e originale nei dettagli: avvolta da un abito e da una stola rossi, la graziosa attrice insegnerà al fanciullo e al pubblico il valore dei legami affettivi.

Sul finale, qualche lacrima è inevitabile anche per i più duri di cuore: il serpente, sinuoso e letale, libera il bambino dal peso del corpo fisico, permettendogli così di fare ritorno sul suo pianeta d’origine.

Lo spettacolo si adatta a grandi e piccini e riesce, con un connubio di musiche, balli e parole riportate fedelmente dal testo originale, riesce a trasmettere valori elevati con toni semplici.

Adattamento e Regia Alessia Tona / Coreografie Laura Sodano / Parte vocale a cura di Matteo Guma /Con Maurizio Canforini, Mirko Basile, Sara Ferretti, Andrea Stocchino, Lucrezia Novaglio, Giorgia La Barbera,Alessandra Annibali, Ludovica D’ercole, Diandra Bella, Irene Egidi, Desiree Borelli e  Federica Martini

Vanessa Carnevale

Ossesso” opera teatrale vincitore del Concorso #inplatea 2018,
presentata al TEATRO TRASTEVERE (via Jacopa De Settesoli, 3 Roma) per un ulteriore voto della platea.

 

Una  giovane coppia pervasa da un dialogo non–dialogo, una relazione fragile e ordinaria, persa in un gioco comportamentale, dove emerge una disarticolata distanza emotiva soggetta alle conseguenti incrinature della banalità quotidiana.

Un amore che non diviene mai tale se non nella meccanica corporea,  contrassegnato dallo scorrere del tempo; un emblematico calendario che  consuma i propri giorni, fino alla disgregazione finale,  vuoi per  tradimento o più semplicemente per di-sincronia  di attese affettive.  Un insieme  di parole che non esplicano e che, nella consuetudine ordinaria, assumono valore distruttivo. che è spesso lo Status Quo dei comuni rapporti di coppia.

 Bravi gli attori Lorenzo Scalzo e Margherita Carducci  che hanno cercato di dare anima e corpo ad un lavoro non particolarmente brillante,  drammaturgia  firmata da Federico Maria Giansanti, che ha curato anche la regia, un’operazione teatrale misurata e semanticamente corretta, ma che risulta poco coinvolgente, l’insieme scorre lento, sottotono, fondamentalmente opacizzato

Giacomo Piccoli

 


 


Una serata suggestiva quella proposta dalla CAMERA MUSICALE ROMANA  in un insieme di canto, musica e  aneddoti sulla vita e l’opera del grande Giacomo Puccini; protagonisti di questo particolare evento (dedicato ai 160 dalla nascita del compositore toscano) sono stati il pianista ALESSANDRO D’AGOSTINI in un insieme di preziose esecuzioni coadiuvate dalle accattivanti letture dell’attore ENRICO OTTAVIANO, in contrappunto alla superlativa voce del soprano ELVIRA MARIA IANNUZZI, un insieme di brani selezionati con cura ed intelligenza che hanno generato un concerto misurato e garbato offrendo attimi di genuina emozione. La Iannuzzi ha confermato le sue superlative qualità canore espresse con particolare input interpretativo, un valore aggiunto alla rappresentazione, grazie ad una voce pulitissima, incisiva, suadente, ricca di sfumature coloristiche; un alto livello esecutivo, raffinato ed emotivamente coinvolgente, una voce che ci ha fatto amare ancor di più le creazioni del grande Puccini, considerato tra i maggiori operisti della storia musicale mondiale. Una serata all’occhiello delle Camera Musicale Romana che conferma la linea di qualità culturale costantemente offerta.

 

Giacomo Piccoli

 




ROMA, si è tenuta al Teatro del Lido di Ostia, venerdì 21 settembre, la serata conclusiva per la giovane danza “CosiDanzi 2018” organizzata da CosìArte per la direzione di Rozenn Corbell e Silvia di Sabatino, portatrici sane di speranze e convinte assertrici  del valore assoluto dell’estetica ma soprattutto ottime insegnati. Un plauso particolare  ai bravi musicisti Paolo D’Alfonso e Dario Balleggi.

Le performance sono state curate da Davide Romeo, Lucia Pennacchia, Ilaria Bracaglia, Elisabetta Guttuso, Chiara Serafini,Cecilia Croce, Arianna Romano, Mariagiovanna Esposito, Rossana Abritta, e i danzatori: Sara Chinetti, Lara Cerrato, Marco Cappa Spina, Jonathan Colafrancesco, Erica Bravini, Michael Incarbone, Elisa Quadrana, Francesca Alterio

Doveroso segnalare TIME TO REST coreografia  di Davide Romeo che ha saputo dare vita al proprio onirico  regalandoci un’ottimo insieme senza mai scadere nella famigerata “vuotità di scena”,  lavoro compatto, valido, suggestivo.

Non da meno  “ANNA”  di Lucia Pennacchia che ha proposto  un azione estremamente teatrale ricca di espressività emotiva,  un lavoro da perfezionare ma con contenuti validissimi.

FAMILIARIA di Ilaria Bracaglia,  una performances quasi perfetta, da valutare sotto il profilo formale, sia dal punto di vista  dell’azione scenica che dall’impasto fonico e corporeo in cui si rappresenta,.

SOLO GESTO per la coreografia di Elisabetta Guttuso, ove la plasticità del gesto viene raggiunta attraverso un assolo  che si evolve in una corporalità ben gestita e di buon impatto visivo,  riuscendo a fondere armonia e corporalità in poche semplici azioni .

DUE DONNE E MEZZO di  Chiara Serafini e Cecilia Francesca Croce, Lavoro superlativo,  un preludio in  auto-risonanza,  che esaspera un pochino per l’iniziale lentezza  ma che successivamente evolve  in dinamicità ed azione con un ottimo finale .

COME PRIMA di Maria Giovanna Esposito, performances tra  astrazione e concretezza, buona  espressività corporea dove si vuole evidenziare la rottura con gli schemi della consuetudine, ottima messa in scena.

CHINA IN NEUTRO di Rossanna Abritta,  un buon inizio suffragato da musica dal vivo, lavoro però rovinato da un finale non particolarmente brillante che ricorda spudoratamente gli Appening di Herman  Nitsch e dell’Azionismo Viennese , fondamentalmente autoallienativo.

Giacomo Piccoli






















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